Biometano San Domenico: tornano i miasmi. Il Comitato chiede nuove verifiche

Il Comitato Civico Territoriale torna a sollecitare controlli sull’impianto

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Benevento.  

I miasmi tornano a farsi sentire nell’area di San Domenico. Nel pomeriggio, nel giro di meno di un’ora sono arrivate nuove segnalazioni da via Padre Pio, dalla zona Mosti e da Contrada San Domenico. In tutti i casi, i residenti hanno riferito di aver avvertito un odore particolarmente intenso. Una nuova riaccensione del fenomeno che arriva dopo alcuni giorni nei quali le segnalazioni si erano sensibilmente ridotte in diverse zone. Un miglioramento che il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe aveva accolto positivamente, precisando però che la diminuzione degli episodi non poteva essere considerata, da sola, la prova della definitiva soluzione del problema. «Il fenomeno si è attenuato, ma non è risolto», è in sintesi la posizione del Comitato, che torna a chiedere verifiche concrete sull’impianto e, soprattutto, sull’effettiva origine dei miasmi.

Le nuove segnalazioni

Il Comitato precisa di non voler attribuire autonomamente a una specifica sorgente i singoli episodi segnalati dai residenti. L’obiettivo, viene ribadito, è quello di mettere a disposizione degli organismi tecnici informazioni puntuali su orari, intensità e durata degli odori, così da consentire verifiche nel momento stesso in cui il fenomeno si manifesta.
La richiesta è quindi quella di passare dai controlli occasionali a un’attività di monitoraggio coordinata e continuativa. La questione assume particolare rilievo anche alla luce del percorso avviato nelle scorse settimane e dell’incontro del 30 settembre con l’Amministrazione comunale. In quella sede il Comitato aveva illustrato le iniziative già formalmente assunte nei confronti degli enti competenti, chiedendo al Comune di sostenere il percorso sul piano istituzionale e di favorire il coordinamento tra i diversi soggetti chiamati a intervenire.

Secondo quanto riferito dal Comitato, l’Amministrazione aveva manifestato la propria disponibilità a sostenere le richieste e ad accompagnare il percorso, anche attraverso una sede permanente di confronto e monitoraggio.

Nel mirino lagune, biomasse e matrici semisolide

Ora, alla luce delle nuove segnalazioni, il Comitato ha ritenuto necessario aggiornare nuovamente la Procura della Repubblica e gli enti competenti, trasmettendo la segnalazione anche al Comune di Benevento. Sul tavolo restano diverse questioni che, secondo il Comitato, devono essere oggetto di verifica. Tra queste, lo stato e la conservazione delle biomasse ancora presenti nel sito, l’effettiva collocazione dei circa 100 metri cubi di matrice semisolida che la società aveva comunicato di voler trasferire all’interno dell’impianto e le condizioni dei teli delle lagune e delle superfici sottostanti.

Il Comitato chiede inoltre di valutare l’eventuale necessità di controlli su suolo, sottosuolo e falda. Ma la domanda principale resta quella relativa all’origine degli odori. Da dove provengono ancora i miasmi? È questo, secondo il Comitato, il punto sul quale occorre concentrare l’attività degli organismi tecnici.

La questione dei teli

Particolare attenzione viene riservata anche alla situazione dei teli che ricoprono le lagune. La società avrebbe rappresentato l’impossibilità di procedere alla loro rimozione in assenza di una preventiva determinazione dell’Autorità giudiziaria.

Il Comitato chiede quindi che venga chiarito se e con quali modalità sia possibile procedere, anche in costanza di sequestro, a una rimozione controllata dei teli, all’ispezione delle superfici sottostanti e agli eventuali campionamenti ambientali. Una precisazione viene ritenuta necessaria dallo stesso Comitato: non viene sostenuta l’esistenza di una contaminazione. La richiesta è, piuttosto, che venga verificato se una contaminazione vi sia stata o meno. È su questo punto che il Comitato aveva chiesto al Comune di mettere in campo il proprio peso istituzionale, favorendo il coinvolgimento degli enti competenti.

«Servono atti, verifiche e tempi certi»

La riduzione degli episodi registrata negli ultimi giorni viene quindi considerata un elemento positivo, ma non sufficiente per dichiarare chiusa la vicenda. La ricomparsa dei miasmi, secondo il Comitato, dimostra infatti che resta necessario comprendere quale sia la loro origine e se le operazioni effettuate sul sito abbiano effettivamente eliminato le cause del disagio.

Il messaggio rivolto alle istituzioni è netto: «Non con polemiche. Non con rassicurazioni. Ma con atti, verifiche, coordinamento e tempi certi». Intanto il Comitato continuerà a raccogliere le segnalazioni dei residenti, registrando per ciascun episodio zona, orario, intensità e durata del fenomeno. Un’attività che, nelle intenzioni del Comitato, dovrà servire a fornire agli organismi tecnici una fotografia quanto più precisa possibile dell’andamento del fenomeno.

A quasi venti giorni dalla data indicata per la conclusione delle operazioni sulle lagune, resta dunque aperta la questione centrale: da dove provengono ancora i miasmi che tornano a manifestarsi nell’area di San Domenico?

È sulla risposta a questa domanda, e non soltanto sulle dichiarazioni o sulla temporanea attenuazione degli odori, che il Comitato intende misurare l’effettiva soluzione della vicenda.