Ato rifiuti, stallo lungo un anno

Hanno aderito 64 Comuni. Per i restanti 16 si attendono le decisioni della Regione che ha avviato l’iter di commissariamento. Prime modifiche alla convenzione

Benevento.  

Dodici mesi meno qualche giorno. Un periodo lunghissimo ma ancora insufficiente a far partire operativamente la gestio­ne associata del ciclo rifiuti. E la prospettiva non sembra quella di una rapida accelerazione. Quando manca ormai una spicciolata di giorni al primo anniversario della legge regionale 5/2014 (approvata in Consiglio il 27 gennaio 2014 e pubblicata in febbraio), gli Ambiti territoriali ottimali sono ancora entità eteree. Gli Ato non hanno rilevato in alcuna delle cinque province campane l’intero ciclo dei servizi. Non fa eccezione Benevento dove ancora non si è raggiunto nemmeno il plenum delle adesioni. All’appello mancano tuttora 16 municipi:?Arpaia, Bucciano, Campolattaro, Campoli del Monte Taburno, Ceppaloni, Colle Sannita, Durazzano, Forchia, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Paupisi, Reino, Santa Croce del Sannio, San Giorgio la Molara, Sant’Agata de’ Goti, Sassinoro. Per alcuni di questi ultimi enti si è proceduto nei giorni scorsi alla approvazione in Consiglio comunale dello schema di convenzione varato dalla Giunta regionale il 28 marzo 2014. Un adempimento pressochè obbligato, teso a scongiurare la procedura di commissariamento ad acta già avviata dagli uffici regionali con l’invio delle diffide. Il fronte dei perplessi, inizialmente molto più ampio, si è diradato dopo che dall’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano è giunta la richiesta nota di chiarimenti sulla interpretazione della legge. Un parere autentico che è risultato determinante per l’adesione di otto amministrazioni comunali inizialmente rimaste fuori dal novero dei firmatari: Arpaise, Apollosa, San Leucio del Sannio, Buonalbergo, Castelpoto, Castelpagano, Circello, Pontelandolfo. Si tratta delle ultime otto firme (poste il 20 novembre 2014) in calce al documento associativo siglato in prima battuta da 49 Comuni (il 6 maggio 2014) e da altri 7 enti nella seduta del 21 maggio 2014. Per la formazione del plenum si attendono adesso le determinazioni della Regione. Non appare probabile allo stato che il Comune di Benevento (capofila) convochi una nuova riunione per la firma dei municipi rimasti fuori. Le occasioni per determinarsi in tal senso non sono mancate e adesso dovrà essere l’assessorato campano a sciogliere il nodo portando a termine l’iter del commissariamento o fornendo una via d’uscita dall’impasse ai «reprobi». Che peraltro non sembrano voler fare marcia indietro malgrado il parere negativo espresso dalla Regione alla proposta di modifica dello schema associativo preliminare all’adesione. «A questo punto - commenta Pasquale Narciso, primo cittadino di Campolattaro - non avrebbe senso approvare la convenzione in Consiglio. Abbiamo espres­so più volte le nostre motivazioni ma la Regione ha ritenuto di non tenerne conto, conferman­do l’impianto di base. Le ragioni della nostra protesta sono immutate: perchè mai dovremmo fare marcia indietro? A questo punto la Regione vada fino in fondo se ritiene di avere le carte in regola e ci commissari. Oppure attenda che venga riscritta la convenzione che firmeremo se ci convincerà». Una posizione di sfida che appare condivisa da comuni come Bucciano e Sant’Agata de’ Goti, uniti nella critica al di là della diversa condizione geografica, demografica e dell’orientamento politico. C’è chi invece ha optato per una diversa strategia, firmando il documento che inizialmente era stato duramente contestato: «Ma non si è trattato di un dietrofront - puntualizza Mena Laudato, sindaco di Arpaise - Gli aspetti critici li abbiamo messi nero su bianco ed esposti all’assessore regionale Romano che ha fornito una risposta a nostro avviso soddisfacente. Abbiamo ricevuto garanzie sui principali punti critici come la diversificazione delle tariffe in base alla gestione degli Sto e il voto ponderato. Pertanto non avrebbe avuto senso restare su posizioni oltranziste. Mi stupisce al contrario - aggiunge Laudato - che sindaci di grande bravura ed esperienza come Floriano Panza di Guardia Sanframondi abbiano siglato la convenzione per primi, per poi esprimere rilievi nei confronti di chi ha deciso di aderire in un secondo momento». A feste archiviate la macchina dell’Ato sannita si rimetterà in moto per provare finalmente a partire. Sul tavolo dell’ente capofila sono arrivate le proposte di modifica della convenzione avanzate da alcuni primi cittadini. Tra questi anche quella firmata da Marino Corda, sindaco di Apollosa a lungo alla testa dei Comuni contestatori.

di Paolo Bocchino