“Follia”. “Assurdità”. O nella migliore delle ipotesi: “Cantonata”. E' un coro di furenti proteste quello che accoglie la notizia dei commissariamenti ad acta decisi dalla Regione nei confronti dei Comuni inadempienti agli obblighi costitutivi dell'Ato rifiuti. Ma prima di assegnare patenti di inottemperanza è doveroso muoversi con assoluta cautela e verificare caso per caso la situazione effettiva. Su 32 enti commissariati, infatti, almeno dieci sono pronti a dimostrare di essere in regola con i due principali adempimenti richiesti: la sottoscrizione della convenzione associativa e la presa d'atto dello schema in Consiglio comunale.
Posizioni che già in queste ore sono state rappresentate dai municipi interessati al primo cittadino di Benevento Fausto Pepe, nominato commissario ad acta dal governatore Stefano Caldoro in qualità di primo cittadino dell'ente capofila. “Sono stato contattato da numerosi colleghi – riferisce Pepe – Qualcuno mi ha fatto presente di aver già ottemperato a quanto previsto dalla legge 5/2014 e dalle successive comunicazioni della Regione. Ne terrò conto allorchè redigerò i primi atti connessi all'incarico, che valuterò dopo un confronto con il Segretario generale Claudio Uccelletti. Sono comunque dell'idea – anticipa il commissario designato – che i Comuni effettivamente inadempienti debbano essere messi nella condizione di ottemperare entro un congruo lasso di tempo. Eviterò, laddove possibile, di agire in forza dei poteri commissariali monocratici privilegiando sempre la sovranità degli organismi consiliari”. Un ulteriore momento di chiarezza arriverà dal summit dei sindaci indetto per giovedì pomeriggio dal Partito democratico nella sede cittadina di Corso Garibaldi. “Era un incontro già in programma – spiega il segretario provinciale dei renziani, Erasmo Mortaruolo – che abbiamo semplicemente accelerato alla luce della novità intervenuta. Non è la prima volta che ci occupiamo della questione e ritengo che adesso più che mai sia opportuno un nuovo confronto”.
Del resto, è facile intuire quale sarà il mood dei primi cittadini. Un saggio è arrivato già ieri nelle dichiarazioni rilasciate a Ottopagine dal sindaco di Melizzano Rossano Insogna, coordinatore del tavolo del Pd sul tema: “Quello della Regione è un atteggiamento assurdo. A Napoli sanno bene che le nostre perplessità sono fondate e che questa legge crea più problemi di quanti ne risolva. Si tratta solo di un'azione burocratica”.
Parole che si specchiano in molti altri interventi fortemente critici nei confronti dell'operato regionale, a prescindere dalla estrazione politica dei sindaci: “Il provvedimento firmato dal presidente Caldoro – commenta il primo cittadino di Pago Veiano Mauro De Ieso – per quanto ci riguarda è letteralmente infondato. Manca infatti ogni presupposto che giustifichi il commissariamento giacchè il Comune di Pago Veiano ha sottoscritto la convenzione associativa fin dalla prima chiama: l'ho fatto io personalmente il 6 maggio 2014 nella sala consiliare del Comune di Benevento. Inoltre abbiamo ratificato lo stesso schema associativo in Consiglio comunale con delibera numero 26 dello scorso 20 novembre. Di tanto ho informato il commissario ad acta Fausto Pepe e gli stessi uffici regionali ai quali ho chiesto una immediata correzione del decreto presidenziale. Se ciò non avverrà – annuncia De Ieso – impugneremo l'atto al Tar”. E quella del Comune di Pago Veiano non sembra essere una posizione isolata, frutto di un semplice refuso.
Nella stessa condizione si ritrovano altri municipi destinatari del provvedimento. E' il caso di Cusano Mutri: “Che dire – replica con amaro sarcasmo il primo cittadino Giuseppe Maria Maturo – Evidentemente non è bastato firmare la convenzione fin dalla prima riunione e approvare il documento in Consiglio nei tempi stabiliti. Forse secondo la Regione Campania dovevamo fare di più: ma fatico a capire che cosa. O forse hanno altro da fare che badare alla correttezza dei propri atti”.
Toni diversi ma stesso contenuto nelle parole del vicesindaco di San Nicola Manfredi Angelo Capobianco: “Firmai io la convenzione a Benevento il 6 maggio 2014 e il Consiglio comunale ha approvato la presa d'atto lo scorso 26 novembre. Dunque nei termini richiesti dalla Regione che però, non so per quale motivo, ci commissaria. Voglio credere si tratti di un errore. Noi abbiamo manifestato con assoluta chiarezza la volontà politica di aderire al nuovo Ambito, non credendo peraltro mai a possibilità diverse come invece hanno fatto altri Comuni”.
E ancora: stesso refrain da Foglianise: “Abbiamo sottoscritto subito la convenzione – rimarca il sindaco Giovanni Mastrocinque – e il Consiglio comunale ha ratificato la presa d'atto il 29 novembre scorso. Fatico a comprendere in cosa saremmo inottemperanti”. Unica voce fuori dal coro quella di Tonino Bartone, sindaco di Puglianello: “Noi abbiamo sottoscritto la convenzione e dunque non comprendo i motivi di questo commissariamento. Ma non bisogna nascondersi dietro un dito. Con franchezza bisogna riconoscere che i sindaci in questa partita sono stati molto, molto disattenti quando contava, ovvero in fase di approvazione della legge. Gridare oggi serve a poco”.
Posizione diversa invece per quei Comuni che non hanno sottoscritto la convenzione associativa e non potevano attendersi dunque epilogo diverso: “Sant'Agata de' Goti – rivendica il sindaco Carmine Valentino in una dichiarazione a Ottochannel – ha approvato in Consiglio comunale la modifica della convenzione. Ogni atto che non sia una procedimento forzato, è bene accetto”. E non manca una “frecciata” all'indirizzo di Fausto Pepe: “Il commissariamento lo pone nella condizione, non invidiabile, di attuare sì la legge ma di contemplare allo stesso tempo quelle istanze di modifica sulle quali lui stesso si era detto d'accordo”.
Paolo Bocchino
