Tesoretto Unisannio. De Rossi: «Buona notizia, ma aspettiamo»

Dai costi standard quattro milioni in più per l'ateneo . Il rettore però attende notizie certe

Benevento.  

Quasi quttro milioni in più. E' l'effetto del passaggio dalla spesa storica ai costi standard per il finanziamento che riceverebbe l'Università degli Studi del Sannio. Entrando nel dettaglio, come detto prima, l’Università del Sannio in base ai calcoli effettuati dal quotidiano economico risulterebbe settima nella classifica degli aumenti. Classifica che vedrebbe premiati in particolare i piccoli atenei (ma non senza eccezioni). Davanti a Benevento infatti, dal primo posto a scendere c’è (ci sarebbe) l’ateneo di Chieti, che guadagnarebbe dal calcolo basato sui costi standard, anzichè sulla spesa storica, ben 35 milioni di euro. Seguono a ruota Napoli Parthenope, Bergamo, Catanzaro, Milano Bicocca ed un’eccellenza come il Politecnico di Torino. Per contro, si troverebbero in bilancio una decurtazione importante macro atenei come Roma la Sapienza, la Federico II di Napoli, Siena e Firenze. Per quanto attiene ai numeri che hanno determinato la proiezione de “Il?Sole 24 ore” emerge che gli studenti in corso, all’Unisannio, sono 3415, per un costo standard di 6830 euro. Con la spesa storica il fondo del 2013 era arrivato a 15,8 milioni di euro... ovvero lo 0,30 per cento del totale italiano: la percentuale più bassa tra gli atenei della penisola. Parlando di proiezioni, ha predicato cautela il rettore dell’ateneo sannita, Filippo De Rossi: «Certo, se i numeri fossero davvero questi cambierebbero molte cose. Le nostre valutazioni le stiamo facendo, ovviamente, ma per ora ragioniamo in base a un’ipotesi cuatelativan che prevedo lo stesso finanziamento dello scorso anno», e dunque, De Rossi si è riservato di esprimere un commento più ampio dopo aver approfondito i calcoli del quotidiano economico. Quotidiano che ha sottolineato, tra i vari criteri, anche alcune incongruenze: discutibile, infatti, è stato giudicato il “trattamento di favore” che viene riservato a chi registra il costo medio per ordinario più elevato, perché i parametri strandard si basano sul costo tipico registrato in ogni ateneo, con l’obiuettivo di non penalizzare le università con le anzianità medie più alte, e di conseguenza con le buste paga dei docenti ordinari più alti. Non che l’Università degli Studi del Sannio, in questo tipo di graduatoria, sia particolarmente avanti, anzi, essendo unateneo giovane, l’Unisannio si tritrova al 34esimo posto, su cinquantasei università, per costo tipico di un docente ordinario: in media 115mila euro. E ovviamente, tra questi dati, c’è anche da ricordare il criterio della premialità, che distribuisce meno risorse rispetto ai costi standard, ma è in crescita. E in base al criterio della premialità, come approfondito nei mesi scorsi, l’ateneo sannita potrebbe ritrovare, col nuovo anno, sorprese ancor più liete.