Da Puglia a Tribunale di Benevento: le indagini sui magistrati

Interdetto Cristino, nel 2014 archiviata inchiesta su Monteleone

Benevento.  

Un dato di cronaca: entrambi provenienti dalla Puglia. Due magistrati coinvolti, loro malgrado, in due diverse indagini. Una archiviata su richiesta della stessa Procura che l'aveva diretta; l'altra 'esplosa' in queste ore con l'interdizione per 12 mesi dalle funzioni di giudice tributario disposta dal gip del Tribunale di Foggia nei confronti di Michele Cristino, presidente della Commissione tributaria provinciale di Foggia, e presidente del Tribunale di Benevento fino allo scorso 31 dicembre. Quando, in assenza della proroga che gli avrebbe consentito di restare in servizio fino a 72 anni, è andato in pensione. La notizia dell'esecuzione della misura, diramata dalla guardia di finanza e rilanciata dalle agenzie, ha inevitabilmente fatto rumore.

Come riportato in altro servizio, l'inchiesta riguarda quattordici persone ed è relativa all’ultimo esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di ‘Dottore commercialista ed esperto contabile’ che si è svolto a Foggia. Tra i membri della commissione esaminatrice figurava Cristino, del cui pensionamento, complice il periodo delle festività, non molti erano a conoscenza al Palazzo di giustizia sannita. Dove, di norma, il congedo di un magistrato è stato scandito sempre dalla cerimonia dei saluti. Tant'è.

Aveva avuto una vasta eco, qualche anno fa, anche l'indagine a carico del giudice Michele Monteleone, presidente della sezione Civile del Tribunale di Benevento, chiamato in causa, con altre sei persone, in un'attività investigativa su presunte irregolarità  che sarebbero avvenute nel 2009 nella sezione fallimentare del Tribunale di Bari, dove Monteleone operava. Nel 2014, però, su proposta della Procura di Lecce, il gip aveva scritto la parola fine sull'inchiesta nei confronti di Moneleone. Archiviandola e sostenendo che non doveva essere neanche avviata perchè Monteleone aveva presentato una denuncia sui fatti finiti nel mirino degli inquirenti.

Capitolo chiuso, dunque, mentre resta ancora aperto quello che riguarda il sostituto procuratore Giacomo Iannella, per il quale è stato proposto il trasferimento a Salermo, al settore civile, perchè tirato in ballo da un'inchiesta della Procura di Roma su una presunta corruzione in atti giudiziari contestata, in concorso, al dottore Giovanni Russo, consigliere comunale di Forza Italia, vicino alle posizioni politiche della parlamentare Nunzia De Girolamo, e prospettata in relazione alla presunta esistenza di un accordo per interferire con l'attività giudiziaria, relativamente ad alcuni procedimenti, a carico di altri, pendenti presso il Tribunale di Benevento.