"Ti ammazzo se ti vedo con un altro uomo"

Maltrattamenti all'ex moglie, processo per un 38enne di Faicchio

ti ammazzo se ti vedo con un altro uomo
Benevento.  

Maltrattamenti nei confronti dell'ex moglie e mancata assistenza dei figli minori. Sono le accuse con le quali il gup Loredana Camerlengo ha spedito a giudizio – il processo partirà il 21 settembre – un 38enne di Faicchio, ritenuto responsabile di aver picchiato la donna – parte civile con l'avvocato Mariacarmela Fucci - dalla quale si era separato, di averla ripetutamente offesa e minacciata di morte se l'avesse vista in compagnia di un altro uomo.

I fatti al centro dell'indagine sono precedenti all'episodio per il quale nel luglio del 2015 era stato arrestato – poi era tornato in libertà con l'obbligo di dimora a Torre del Greco – dagli agenti del Commissariato di Telese Terme. Una vicenda al centro di un giudizio che ad aprile vivrà la prima udienza, iniziata quando l'allora 36enne, da San Salvatore Telesino, dove si era trasferito dopo la fine del rapporto coniugale, aveva raggiunto l'abitazione dell'ex consorte, a Faicchio. E, approfittando dell'assenza della donna, uscita per accompagnare i figli dalla madre ed andare al lavoro, era entrato in casa. Si era nascosto sotto il letto, dove era rimasto ad aspettarla, addormentandosi. Intorno alle 3, terminato il suo turno di servizio come cameriera, la malcapitata era rientrata e l'aveva scoperto. L'aveva invitato ad andar via, lui le aveva domandato se avesse un altro. Poi l'aveva riempita di calci e pugni e l'aveva colpita alla testa con una bottiglia di birra vuota.

E ancora: dopo averle stretto le mani al collo, fino a farle mancare il respiro, l'aveva ferita con un coltello ad una mano e, puntandole contro una forbice, l'aveva costretta a salire in auto. L'inizio di un'odissea che sarebbe andata avanti per qualche ora, con la prima a tappa a Telese. Qui, gridando nei pressi di una cornetteria, la poverina aveva richiamato l'attenzione di un amico comune. Il 36enne era ripartito a tutta velocità in direzione di Caserta, seguito dalla persona che, avendo sentito le urla, si era preoccupata. Da Telese a Maddaloni, dove la vittima era riuscita finalmente a scendere dall'auto e a rifugiarsi in quella dell'amico, che l'aveva trasportata in ospedale, dove le era stata suturata una ferita alla fronte e le erano state assicurate le cure del caso.