Soldi, armi e droga, perizia sulla qualità della cocaina

Rito abbreviato per Arturo Sparandeo, 50 anni, arrestato nell'aprile 2016 dai carabinieri

Benevento.  

L'ha chiesta l'avvocato Antonio Leone – impegnato nella difesa con il collega Dario Vannetiello -, incrociando il sì del giudice Loredana Camerlengo, che ha disposto una perizia sulla qualità e la percentuale di principio attivo presente in tutta la droga sequestrata. Oltre 600 grammi di cocaina ritenuta purissima in base alle analisi compiute su un campione, che nell'aprile dello scorso anno erano costati l'arresto ad Arturo Sparandeo, 50 anni, di Benevento.

Ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, la discussione e la sentenza sono in programma il 30 marzo. Quando arriverà la decisione su un'operazione, condotta dai carabinieri, che aveva destato notevole clamore. L'intervento dei militari era scattato in via Pacevecchia, in una villa che ospita ricevimenti, di recente – prima di Natale -nuovamente rimbalzata all'onore delle cronache dopo il rinvenimento di una lattina e due bottiglie piene di benzina.

All'epoca, la perquisizione dei carabinieri, disposta dal Procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Assunta Tillo, aveva riguardato un casolare riservato a Sparandeo, custode della struttura, all'interno del quale erano stati scoperti 210mila euro in contanti, 610 grammi di cocaina, due pistole, munizioni e una bomba carta. I soldi erano 'saltati fuori' da un cassetto e, soprattutto, da un bidone sospeso a mezz'aria, mentre la droga era sistemata in alcuni scatoloni. Le due Beretta calibro 6.35 e 7.65 – la prima era risultata rubata in città nel 2007 – e le relative munizioni erano invece state scovate in un armadietto.