Morte di Valerio Castiello, un 35enne rinviato a giudizio

Incidente nell'aprile 2015, processo per Fabrizio Boffa, al volante dell'auto

Benevento.  

Prima il no al patteggiamento, poi il rinvio a giudizio. Omicidio colposo, guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze psicotrope: sono le accuse con le quali il gup del Tribunale di Avellino, Sicuranza, ha spedito a processo - partirà il 24 febbraio - Fabrizio Boffa, 35 anni, residente a Pietrelcina, chiamato in causa dalle indagini sull'incidente che la sera del 7 aprile del 2015 era costato la vita a Valerio Castiello, 27 anni, di Benevento, studente della facoltà di Economia.

Il dramma si era consumato a Cervinara, lungo un tratto della variante Paolisi - Pianodardine diventato il teatro dello scontro tra la Fiat Punto condotta da Fabrizio Boffa - figlio dell'ex parlamentare Costantino -, al cui fianco sedeva la vittima, ed una Renault Scenic che procedevaa in senso opposto. I due giovani stavano rientrando da Napoli, dove Valerio aveva fatto visita alla madre, ricoverata. L'impatto non gli aveva dato scampo, inutili i soccorsi del 118.

La salma era stata trasferita all'obitorio del Rummo, l'ospedale presso il quale era stato trasportato anche Fabrizio, ferito in modo non grave. Enorme la commozione per la terribile fine toccata a Valerio, particolarmente conosciuto in città anche per la sua passione per i colori del Benevento. Oggi la conclusione dell'udienza preliminare e, come detto, il rinvio a giudizio di Boffa, difeso dall'avvocato Carmen Esposito.
Il papà di Valerio - l'architetto Pio -, uno zio ed il nonno si sono costituiti parti civili con gli avvocati Antonella Francesca, Rita Tretola e Massimiliano Cornacchione.