Detenuto muore al Rummo, disposta l'autopsia

Donato Gagliarde, 65 anni, di Pago Veiano, stava scontando una pena da ottobre

Benevento.  

Era già stato costretto a fare ricorso in un paio di occasioni, nei giorni scorsi, alle cure dei medici. Ieri la scena si è ripetuta: è stato nuovamente accompagnato al Rummo, ma non è più rientrato in carcere, come avvenuto in precedenza, perchè questa mattina è morto. Donato Gagliarde, di Pago Veiano, aveva 65 anni e dal 26 ottobre dello scorso anno era ospite della casa circondariale di contrada Capodimonte, dove stava scontando una condanna. Secondo una prima ricostruzione, affetto da problemi cardiaci per i quali era stato sottoposto ad alcuni interventi e seguiva una determinata terapia che gli era stata prescritta da uno specialista .- il Tribunale di Sorveglianza ha chiesto al sanitario del carcere una relazione sulle sue condizioni che arriverà, purtroppo, troppo tardi -, Gagliarde aveva accusato un malore nella serata di mercoledì. Per questo era stato necessario trasportarlo in ospedale, dove, come detto, il suo cuore ha cessato di battere per sempre.

La salma è stata trasferita all'obitorio, dove il medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, ha proceduto alla visita esterna su incarico del sostituto procuratore Marcella Pizzillo. Disposta l'autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni. L'esame servirà a stabilire la causa del decesso e a far luce sulla vicenda, così come chiedono i familiari del 65enne, assistiti dall'avvocato Claudio Fusco.

Il nome di Donato Gagliarde era rimbalzato all'onore delle cronache nel 2010, quando era stato arrestato con l'accusa di aver cercato di strangolare la cognata, stringendole un tubo di gomma al collo. Lui si era difeso sostenendo di averle solo dato qualche schiaffo, e di non aver mai avuto l'intenzione di ucciderla. Tornato in libertà, era stato successivamente condannato a 2 anni e 8 mesi, una pena entrata in esecuzione alcuni mesi fa.