Qualche sindaco l'ha già ricevuto, ma non è destinato a restare solo. Perchè agli altri arriverà, probabilmente, nei prossimi giorni. Quando anche a loro sarà notificato l'avviso di garanzia firmato dal Procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Donatella Palumbo nell'inchiesta 'bis' avviata sull'inquinamento dei fiumi Calore e Sabato provocato dagli scarichi fognari. Un atto dovuto, per consentire ai primi cittadini di nominare un proprio consulente che assista alle operazioni di prelievo affidate al Nucleo investigativo della Forestale, alla Capitaneria di Porto di Torre del Greco e all'Arpac.
Un atto procedurale che servirà anche a sanare la ferita aperta nella precedente indagine dalla decisione adottata dal gup Sergio Pezza durante l'udienza preliminare, quando, su eccezione della difesa, aveva dichiarato inutilizzabili i risultati delle analisi chimiche perchè i prelievi erano stati eseguiti all’epoca – nel 2010 – in assenza di contraddittorio; senza, cioè, che agli amministratori fosse stata data la possibilità di indicare, appunto, uno specialista di fiducia. Una pronuncia che aveva pesantemente inciso sull'esito del successivo processo – ereditato dal pm Palumbo -, concluso nello scorso novembre con l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, di ventidue ex o attuali sindaci chiamati in causa, a vario titolo, per disastro ambientale colposo ed omissione in atti di ufficio.
