"Certificati falsi a Saverio Sparandeo", assolto De Lorenzo

La sentenza del Tribunale per lo psichiatra: "Il fatto non sussiste"

Benevento.  

Il pm della Dda Luigi Landolfi aveva chiesto la condanna a 3 anni, escludendo l'aggravante delle finalità camorristiche che pure aveva contestato; la difesa – gli avvocati Fabio Russo junior e Giovanni De Lorenzo – l'assoluzione perchè il fatto non sussiste. Poco più di un'ora di camera di consiglio, poi, qualche minuto fa, la decisione del Tribunale, che ha assolto, perchè il fatto non sussiste, il dottore Giuseppe De Lorenzo, 68 anni, di Benevento, responsabile del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’Asl, imputato di falso, appunto, con l'aggravante delle finalità camorristiche. L'accusa era stata formulata in relazione ad alcuni certificati sull’incompatibilità tra lo stato di salute di Saverio Sparandeo, 55 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, e la detenzione in carcere.

I fatti al centro del processo erano emersi da una 'costola' dell'indagine dei carabinieri che nel luglio del 2009 era sfociata in alcuni arresti. Tra le persone chiamate in causa Saverio Sparandeo, all’epoca 47enne, poi condannato a 4 anni. Nel mirino degli inquirenti un incontro che si sarebbe svolto ad aprile al ‘Rummo’, dove Saverio Sparandeo, ritenuto un elemento apicale dell’omonimo clan, era ricoverato. Per alcuni giorni era stato nel reparto di Medicina, poi era stato trasferito a Psichiatria.

In ‘licenza trattamentale’ dalla casa lavoro in provincia di Modena della quale era ospite, Sparandeo si sarebbe fatto condurre una delle vittime, alla quale avrebbe avanzato una richiesta estorsiva per una somma oscillante tra i 3 e i 5 mila euro per ogni appartamento in costruzione. Dopo diversi contatti, la richiesta sarebbe stata fissata in 50mila euro. Secondo la Dda, tra marzo e maggio del 2009, De Lorenzo avrebbe attestato in alcuni certificati - falsamente, sosteneva il pm Luigi Landolfi – che le condizioni di salute di Saverio Sparandeo non erano compatibili con un regime di detenzione.

Certificati inviati al magistrato di Sorveglianza di Modena, che aveva poi disposto una perizia che, a detta dei legali del medico, aveva confermato quanto riscontrato da De Lorenzo. Il quale, da parte sua, aveva sempre respinto ogni addebito, sottolineando che nel 2009 si era trovato trovato, al ritorno in servizio dopo un periodo di ferie, «dinanzi ad una situazione particolare: il paziente era in una stanza tutta per lui, con frigorifero e antenna parabolica». Una situazione che aveva immediatamente segnalato ai vertici dell’Asl, dai quali, aveva spiegato, “non aveva ricevuto risposta».

Oggi pomeriggio la conclusione del processo e, come detto, l'assoluzione di De Lorenzo, per il quale, all'epoca, era stata respinta la richiesta di arresto avanzata dalla Procura partenopea.