Clan Sparandeo, sentenza ribaltata: in appello undici condanne

Operazione Tabula rasa: pene pesanti per associazione camorristica e finalizzata allo spaccio

Benevento.  

Riformata dalla Corte di appello, con undici condanne, la sentenza con la quale il gup del Tribunale di Napoli aveva assolto, nel febbraio 2015, trenta dei trentotto imputati che avevano scelto il rito abbreviato dopo essere stati chiamati in causa dall'indagine ('Tabula rasa' il nome in codice) diretta dal pm della Dda Luigi Landolfi, e condotta nel 2014, dai carabinieri, contro il clan Sparandeo.

Associazione per delinquere di stampo camorristico, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, spaccio ed estorsione, queste le accuse contestate a vario titolo. Nella stessa occasione, invece, erano state stabilite otto condanne per spaccio di stupefacenti.

Situazione ribaltata in secondo grado, con condanne inflitte per associazione di stampo camorristico ad Arturo Sparandeo, 64 anni (11 anni, 1 mese e 10 giorni), Arturo Sparandeo, 34 anni (15 anni e 4 mesi), Corrado Sparandeo, 60 anni (11 anni, 1 mese e 10 giorni), Saverio Sparandeo, 55 anni (11 anni, 1 mese e 10 giorni), Stanislao Sparandeo, 38 anni (10 anni). Arturo Sparandeo (classe '83) e Stanislao Sparandeo sono stati ritenuti responsabili anche di associazione finalizzata allo spaccio di droga. Un'imputazione, quest'ultima, per la quale sono stati condannati anche Corrado Sparandeo, 31 anni (16 anni), Mirco Botticelli, 24 anni (8 anni e 8 mesi), Francesco Norice, 28 anni (8 anni e 8 mesi), Mario Russo, 32 anni (7 anni e 4 mesi), tutti di Benevento, e Giancarlo Baiano, 31 anni, di Napoli (10 anni).

Infine, condannato per spaccio a 3 anni e 4 mesi Silvio Sparandeo, 52 anni. Sono stati impegnati nella difesa, tra gli altri, gli avvocati Antonio Leone, Domenico Dello Iacono, Maria Cristina Caracciolo, Claudio Davino, Fabio Russo, Giuseppe Carandente Giarrusso

Per il resto, come detto, ribadita l'assoluzione degli altri imputati, tra i quali Luigi Sparandeo, 51 anni, Luigi Pagliuca, 56 anni (avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo), Alessio Boscia, 28 anni, Italo Di Pietro, 34 anni, e Daniele Dimonti, 41 anni, anche loro della città, difesi dall'avvocato Antonio Leone.