Il Tribunale lo ha assolto perchè il fatto non sussiste, con la formula dell'insufficienza o del mancato raggiungimento della prova, disattendendo le conclusioni del pm Marilia Capitanio, che aveva proposto la condanna a 2 anni e 6 mesi, e dell'avvocato Claudio Barbato, legale di parte civile, che aveva sollecitato una dichiarazione di responsabilità, ma non quelle dell'avvocato Erminio Striani, difensore di Carmelo Nicolella, 53 anni, un operaio del Comune di Montesarchio. Era accusato di molestie sessuali, un'imputazione che gli era stata contestata in un'indagine condotta dai carabinieri su un episodio accaduto il 22 febbraio del 2014 nella cittadina caudina; in particolare, lungo una strada stretta che dalla piazza conduce al Comune. La stavano percorrendo a piedi una mamma, la figlia di 9 anni ed un'amichetta di quest'ultima.
Secondo gli inquirenti, Nicolella avrebbe avvicinato la donna, poi avrebbe rivolto le sue 'attenzioni' alla piccola. L'avrebbe abbracciata, quindi avrebbe provato a darle un bacio sulle labbra. La successiva denuncia aveva dato il là ad un'inchiesta sfociata nel 2015 nel rinvio a giudizio dell'uomo. “Il mio assistito – ha argomentato l'avvocato Striani – non ha commesso ciò che gli è stato addebitato. Era in stato di ubriachezza ed ha soltanto allungato un braccio verso la piccola, portandosi poi la mano alla bocca. Un gesto affettuoso e nulla di più...”. Una breve camera di consiglio, poi la sentenza del collegio giudicante (Pezza, Polito e Loffredo), che ha assolto Nicolella.
