Rissa in carcere, coinvolto figlio Sandokan: aula presidiata

Forze dell'ordine in Tribunale, ma il processo è stato rinviato

Benevento.  

C'era un difetto di notifica dell'avviso di conclusione delle indagini. Il giudice ne ha preso atto ed ha trasmesso gli atti alla Procura. E' da qui che ripartirà nuovamente l'iter procedurale che era già sfociato nella fissazione del processo in programma questa mattina. Per l'occasione era stata scelta l'aula Falcone-Borselllino, dotata della cella per i detenuti, ed era stato predisposto un servizio di ordine pubblico. Polizia e carabinieri in Tribunale, capita quando l'appuntamento è ritenuto sensibile per la presenza di determinati imputati. Come Emanuele Libero Schiavone, uno dei figli del boss dei Casalesi Francesco Schiavone, detto Sandokan.

In carcere da anni, è una delle sette persone spedite a giudizio per la rissa scoppiata nel 2014 all'interno della casa circondariale di contrada Capodimonte. Lui, che successivamente sarebbe stato trasferito, ne era ospite al pari di Pasquale Caterino, Alfonso Cirillo, entrambi di Casale di Principe, Achille Pagliuca, di Mondragone, Massimo Vitolo, di Capua, e di due napoletani: Alessandro Romagnoli e Gennaro Marigliano. L'episodio era stato registrato nel pomeriggio del 19 giugno di tre anni fa, era stato il Sinappe a dare notizia dello scontro fisico tra i detenuti in un reparto di massima sicurezza. In una nota il Sindacato nazionale autonomo della Polizia penitenziaria aveva individuato, come movente della colluttazione, “la volontà dei due gruppi di imporre la propria leadership all’interno dell’istituto”.