Omicidio colposo, la Procura fa appello

L'imputato assolto in primo grado per morte di un pensionato. La nota del legale di parte civile

Benevento.  

Ad Ottobre un automobilista era stato assolto dall'accusa di omicidio colposo. Ora, l'avvocato Italo Palumbo, legale di parte civile, con una nota annuncia la decisione della Procura di proporre l'appello contro la sentenza del giudice. Di seguito la nota dell'avvocato Palumbo.

“Resa nota da parte del Suo giornale la notizia dell’assoluzione del Massimiliano Bencardino dal reato di omicidio colposo, consumatosi ai danni del sig. Bersotti Andrea, con la quale si evidenziava l’assoluta estraneità dello stesso ai fatti, essendo stato assolto con la formula “Il fatto non sussiste” nell'interesse della mia assistita mi preme sottolineare che l’assoluzione è avvenuta con la formula dubitativa riguardante il nesso di causalità tra l’incidente e la morte. È opportuno richiamare la motivazione della sentenza n° 2882/2016 emessa dal Giudice Monocratico dott.ssa Polito. Il Giudice ha affermato: “la dinamica del sinistro è emersa in modo assolutamente pacifico dal verbale dei rilievi tecnico – descrittivi acquisito al fascicolo del dibattimento con il consenso delle parti e dalle dichiarazioni rese in particolare dagli ufficiali di p. g. intervenuti sul posto immediatamente dopo il sinistro e testimoni oculari dello stesso in quanto casualmente seguivano l’auto investitrice…”; “ non v’è dubbio che l’imputato abbia agito con condotta assolutamente negligente ed imprudente e con violazione delle norme sulla circolazione stradale, omettendo di prestare adeguata attenzione alla strada in un punto in cui vi erano le strisce pedonali e in cui, dunque, era probabile l’attraversamento della strada da parte di un pedone, finendo per non riuscire ad evitare l’impatto con il corpo del Bersotti che, appunto, in quel momento stava attraversando sulle apposite strisce pedonali” Fin qui la motivazione. La Procura della Repubblica di Benevento, ha ritenuto la motivazione addotta dal giudice in riferimento al nesso di causalità non condivisibile, proponendo appello avverso la sentenza. Appare del tutto evidente anche dalla lettura della prima sentenza la responsabilità del Bencardino Massimiliano nel sinistro richiamato”.