Tra due settimane sono in programma la requisitoria del pm Maria Scamarcio e gli interventi dei legali di parte civile e dei difensori, che si esauriranno il 14 marzo. Quando, se il calendario sarà rispettato, e non sarà necessario allungare l'istruttoria dibattimentale, è prevista la sentenza del Tribunale. Che, a distanza di cinque anni e mezzo dal momento in cui all'attenzione dell'opinione pubblica era finita l'esecuzione di tre misure cautelari, si pronuncerà sull'indagine avviata nel 2009 dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotta dai carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio sul Comune di Calvi.
Un processo sul quale il fattore tempo ha già inciso pesantemente, con l'intervenuta prescrizione – e la parola fine scritta per uno degli imputati - di quattordici capi di accusa relativi ad abuso d'ufficio, turbativa di gara, violazioni urbanistiche e in materia di stabilizzazione del personale, e il conseguente 'dimagrimento' del quadro inizialmente prospettato dagli inquirenti, attualmente racchiuso nelle contestazioni, a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione e tentata concussione, lottizzazione abusiva.
La lista di coloro che sono stati rinviati a giudizio comprende, ora, l’ex sindaco Giovanni Molinaro, Antonietta Rapuano e Teresa Mangialetto, ex funzionarie del Comune, Vincenzo De Cristofaro, assessore; Gerardo Iannella, consigliere in carica, geometra; gli imprenditori Giuseppe Ingannato e Luigi Tuccillo, di Napoli; Gennaro Passaro, della provincia di Caserta, e Francesco Zitano, dipendente dell’Ente, difesi dagli avvocati Carmine Lombardi, Carmine Monaco, Alfonso Furgiuele, Andrea De Longis junior, Domenico Iommazzo, Valerio De Martino, Marcello D’Auria, Mario Mirra, Maurizio Liviero, Raffaele Scarinzi e Nicola Di Donato. Per le parti civili - il Comune di Calvi ed alcuni privati – gli avvocati Domenico Russo, Mario Varricchio, Franco Errico e Giovanni Terrazzano.
