Concorso Amts, chieste una condanna e quattro assoluzioni

Il Pm: 1 anno e 6 mesi a Volpe per abuso d'ufficio, da assolvere Cda azienda e socio Studio Staff

Benevento.  

Un sola condanna (e per solo una delle accuse contestate) e quattro assoluzioni. Le ha chieste questa mattina il Pm nel processo, in corso dinanzi al Tribunale di Napoli, per le sei persone coinvolte nell'inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e del Nucleo di polizia tributaria sul concorso per l'assunzione a tempo indeterminato part time di tredici operatori qualificati d'ufficio all'Amts.

In particolare, la condanna ad 1 anno e 6 mesi per abuso d'ufficio (non si sarebbe astenuto nonostante la presenza della figlia tra i partecipanti e non avrebbe osservato le norme sui concorsi pubblici) è stata proposta per Francesco Volpe, direttore generale dell'Azienda di mobilità cittadina, che risponde anche di turbativa d'asta, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio per atti contrari ai doveri d'ufficio e falso. Imputazioni, tranne quella di falso, addebitate in concorso ad Antonio Mondelli, socio della 'Studio Staff', di Napoli, la società che aveva curato la formazione della graduatoria, per le quali il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste e non costituisce reato, di Volpe e Modelli. Facendo altrettanto anche per Claudio Mosè Principe, Antonio Formichella e Severino Coluccio, rispettivamente presidente e membri dell'ex Cda dell'Amts (abuso d'ufficio).

A seguire, gli interventi dell'avvocato Vincenzo Regardi (per il Comune di Benevento, parte civile), che si è espresso per la dichiarazione di responsabilità degli imputati, e, per la difesa, dell'avvocato Antonio Leone. Il 22 febbraio, invece, spazio alle arringhe degli avvocati Sergio Rando, Renato Veneruso, Italo Palumbo e Antonio Castiello, poi la sentenza su una vicenda che all'epoca aveva suscitato notevole clamore.

L'inizio risale all'agosto 2010, quando l'Amts aveva pubblicato sul proprio sito internet la graduatoria finale della selezione. Inevitabili le polemiche, anche politiche, scatenate dalla presenza nei primi posti dell'elenco di nominativi chiaramente riconducibili a dirigenti e funzionari della stessa Amts e di Palazzo Mosti. Gli sviluppi giudiziari erano stati registrati alcuni mesi più tardi: nel febbraio 2011, infatti, Volpe e Mondelli erano stati colpiti, nell'ordine, dalle misure di divieto e obbligo di dimora, poi revocate dopo l'interrogatorio. Sei le successive richieste di rinvio a giudizio, ma nel marzo 2012, accogliendo un'eccezione dell'avvocato Rando, il gup Maria Di Carlo aveva trasmesso gli atti alla Procura di Napoli per competenza territoriale, ritenendo il capoluogo partenopeo la sede in cui si sarebbe consumato, con la formazione della graduatoria curata dalla società 'Studio Staff', il reato più grave, quello di corruzione, ipotizzato dall'accusa.

Ancora un'udienza preliminare, nel corso della quale era stato sancito il non doversi procedere, per difetto di querela, per il reato di truffa. Nella stessa occasione erano stati decisi l'assoluzione con rito abbreviato di Massimo De Luca, legale rappresentante della 'Studio Staff' (turbativa d'asta) ed il rinvio a giudizio degli altri. Il via ad un processo con un dibattimento rinnovato dopo il cambio del collegio giudicante, ora vicino alla conclusione di primo grado. A distanza di sei anni dal momento in cui l'indagine era rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica.