Tre testimoni della difesa. Hanno tutti raccontato i loro rapporti con la ditta: prima gestita dal papà, poi da Paolo Messina, 35 anni, di Benevento, installatore di impianti termoidraulici, reo confesso dell'omicidio di Antonello Rosiello, 41 anni, anch'egli della città, imprenditore nel settore della pasta, ucciso a colpo di pistola in via Pisacane, al rione Libertà, nelle prime ore del 25 novembre 2013. Lo hanno fatto rispondendo alle domande dell'avvocato Angelo Leone, che assiste l'imputato, del pm Iolanda Gaudino e dei legali delle parti civili, gli avvocati Vincenzo Sguera e Vincenzo Regardi, quest'ultimo anche per il collega Massimiliano Cornacchione.
Rapporti di lavoro trentennali, andati avanti fino al novembre 2016, per un ex dipendente: si occupava di un po' di tutto, anche della contabilità, e ha escluso di aver ricevuto telefonate di stampo estorsivo; rapporti commerciali per i titolari di due imprese – uno di Benevento, l'altro di Puglianello – che hanno ammesso la loro condizione di debitori per centinaia di migliaia di euro maturata nel tempo nei confronti di Messina. Assegni posti a garanzia di forniture mai pagate, cambiali firmate rispetto ai prestiti ottenuti a titolo personale.
Soldi mai rientrati, ma mai “minacce”, “mai atteggiamenti aggressivi” dei creditori per ottenere la restituzione delle somme. Evidente l'obiettivo della difesa: provare a dimostrare che non possono essere i 42mila euro che Paolo Messina vantava nei suoi confronti, visto che molto più consistenti erano gli importi mai riscossi dagli altri, il movente dell'omicidio di Antonello, definito “il mio migliore amico”.
Il processo in corso dinanzi alla Corte di Assise proseguirà il 23 marzo con la deposizione di una ulteriore persona indicata dalla difesa; a quel punto, se la Corte non accetterà la richiesta, avanzata dall'avvocato Leone, di una perizia che serva a superare le opposte valutazioni della dottoressa Monica Fonzo, il medico legale che aveva curato l'autopsia su incarico della Procura, ed il professore Fernando Panarese, consulente di Messina, l'istruttoria dibattimentale potrà essere dichiarata conclusa. Spazio alla discussione, con un calendario che dovrà tener conto del trasferimento a Santa Maria Capua Vetere della dottoressa Gaudino, che scatterà al massimo entro trenta giorni dal 28 marzo.
