Rifiuti, quel processo che da tre anni non riesce a partire

Riguarda diciassette persone coinvolte in un'indagine della Dda e della forestale

Benevento.  

Era in programma questa mattina, ma è slittato nuovamente. Stavolta al 9 maggio, ma non è affatto detto che quel giorno segni l'apertura del dibattimento. Toccherà ad un altro giudice – l'ennesimo -, dunque, ma a patto che non sussistano motivi di incompatibilità già registrati al pari di problemi legati a trasferimenti e diversi incarichi, occuparsi di un processo che non è ancora partito a distanza di oltre tre anni dall'udienza preliminare.

Risale infatti al 25 ottobre 2013 la decisione del gup del Tribunale di Napoli, Toscano, di rinviare a giudizio dinanzi al Tribunale di Benevento – primo appuntamento il 21 gennaio 2014 - diciassette persone – nella stessa occasione erano anche stati stabilii un patteggiamento ed un'assoluzione con rito abbreviato – chiamate in causa dall'inchiesta in materia di rifiuti rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica nel luglio del 2013.

Al centro dell'indagine condotta dalla Forestale – era stata avviata dal sostituto procuratore Antonio Clemente e poi trasmessa, per competenza, alla Dda partenopea - l'attività della Maemi srl di Ceppaloni, gestita di fatto da Giustino Tranfa, 50 anni, tirato in ballo con una serie di imprenditori e con Concettina e Loredana Tranfa, 52 e 43 anni, rispettivamente amministratore unico della Maemi srl da luglio 2010 a maggio dell’anno seguente, e addetta amministrativa di fatto dell’azienda. Una società presso il cui impianto sarebbero stati smaltiti rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (“in particolare, guaine bituminose”). Un sito che, secondo gli inquirenti, non avrebbe potuto riceverli perchè l'autorizzazione era scaduta nel maggio 2010. Un'accusa respinta dagli interessati.

Oltre a quelli già ricordati, l'elenco degli imputati comprende Mario Piccola, Giovanni Rotondo, Giuseppe Maio, Giampiero Marinelli, Luca Marinelli, Carmine Marinellli, Giancarlo Porcaro, Michele Marranzini, Giuseppe Bosco, Anicia Rivera Francia De La Alta, Antonio Simiele, Marco Pancione, Nicola Romano, Roberto Ranauro, difesi, tra gli altri, dagli avvocati Marcello D'Auria, Carmine Lombardi, Luca Cavuoto, Dario Vannetiello.