Concorso operatori Amts, tutti assolti

Il Tribunale di Napoli: il fatto non sussiste per Volpe, Mondelli, Principe, Formichella, Coluccio

Benevento.  

Tutte assolte le cinque persone tirare in ballo dall'inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e del Nucleo di polizia tributaria sul concorso per l'assunzione a tempo indeterminato part time di tredici operatori qualificati d'ufficio all'Amts. Questo pomeriggio la sentenza del Tribunale di Napoli, che ha assolto, perchè il fatto non sussiste, Francesco Volpe (avvocato Sergio Rando), direttore generale dell'Azienda di mobilità cittadina, che rispondeva di turbativa d'asta, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio per atti contrari ai doveri d'ufficio, abuso d'ufficio e falso; Antonio Mondelli (avvocato Renato Veneruso), socio della 'Studio Staff' di Napoli, al quale erano contestate in concorso, tranne quelle di abuso e falso, le stesse imputazioni; Claudio Mosè Principe (avvocato Italo Palumbo), Antonio Formichella (avvocato Antonio Castiello) e Severino Coluccio (avvocato Antonio Leone), rispettivamente presidente e membri dell'ex Cda dell'Amts, accusati di abuso d'ufficio al pari di Volpe. Un addebito quest'ultimo per il quale il Pm aveva proposto la condanna ad 1 anno e 6 mesi di Volpe, perchè non si sarebbe astenuto nonostante la presenza della figlia tra i partecipanti e non avrebbe osservato le norme sui concorsi pubblici. Per lo stesso Volpe, poi, e gli altri imputati aveva chiesto, perchè il fatto non sussiste e non costituisce reato, l'assoluzione.

Si chiude, dunque, una vicenda che, come abbiamo già avuto modo di ricordare, all'epoca aveva suscitato un notevole clamore. L'inizio risale all'agosto 2010, quando l'Amts aveva pubblicato sul proprio sito internet la graduatoria finale della selezione. Inevitabili le polemiche, anche politiche, scatenate dalla presenza nei primi posti dell'elenco di nominativi chiaramente riconducibili a dirigenti e funzionari della stessa Amts e di Palazzo Mosti (parte civile nel processo con l'avvocato Vincenzo Regardi).

Il sindaco Fausto Pepe, che in un primo momento aveva rivendicato la piena correttezza della procedura, aveva preso pubblicamente le distanze nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Mosti. “La vicenda – aveva dichiarato il primo cittadino - ha generato sconcerto nell'opinione pubblica. Anche io, leggendo quei nomi, ho avuto dei dubbi. Auspico l'annullamento del concorso”. L'indicazione di Pepe si era tradotta il 30 settembre 2010 nella delibera con cui il Consiglio di amministrazione aveva annullato la graduatoria concorsuale redatta da 'Studio Staff'.

Gli sviluppi giudiziari erano stati registrati alcuni mesi più tardi: nel febbraio 2011, infatti, Volpe e Mondelli erano stati colpiti, nell'ordine, dalle misure di divieto e obbligo di dimora, poi revocate dopo l'interrogatorio. Sei le successive richieste di rinvio a giudizio, ma nel marzo 2012, accogliendo un'eccezione dell'avvocato Rando, il gup Maria Di Carlo aveva trasmesso gli atti alla Procura di Napoli per competenza territoriale, ritenendo il capoluogo partenopeo la sede in cui si sarebbe consumato, con la formazione della graduatoria curata dalla società 'Studio Staff', il reato più grave, quello di corruzione, ipotizzato dall'accusa. Ancora un'udienza preliminare, nel corso della quale era stato sancito il non doversi procedere, per difetto di querela, per il reato di truffa. Nella stessa occasione erano stati decisi l'assoluzione con rito abbreviato di Massimo De Luca, legale rappresentante della 'Studio Staff' (turbativa d'asta) ed il rinvio a giudizio degli altri. Ora la conclusione del giudizio e l'assoluzione per tutti. “Il fatto non sussiste”.