Venticinque minuti per passare in rassegna diciotto capi di imputazione – sugli altri quattordici era già calata la scure inesorabile del trascorrere del tempo- e tirare le fila di un dibattimento ereditato qualche mese fa dal collega Giacomo Iannella. Tanto ha impiegato il pm Maria Scamarcio per illustrare le sue conclusioni nel processo nato dall'indagine avviata nel 2009 sul Comune di Calvi dal sostituto procuratore Antonio Clemente e dai carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio.
Nove le persone a giudizio con accuse diverse: l’ex sindaco Giovanni Molinaro, Antonietta Rapuano e Teresa Mangialetto, ex funzionarie del Comune, Vincenzo De Cristofaro, assessore; Gerardo Iannella, consigliere in carica, geometra; gli imprenditori Giuseppe Ingannato e Luigi Tuccillo, di Napoli; Gennaro Passaro, della provincia di Caserta, e Francesco Zitano, dipendente dell’Ente.
In particolare, la dottoressa Scamarcio ha proposto due condanne, una serie di assoluzioni e di dichiarazioni di intervenuta prescrizione. La condanna a 4 anni per concussione ai danni di un imprenditore, relativa alla frequentazione di corsi “finalizzata all'assunzione di persone segnalate perchè legate a famiglie importanti elettoralmente per Molinaro”, è stata chiesta per Molinaro e Rapuano. Per Rapuano, inoltre, la pena di 1 anno e 4 mesi per calunnia, non in continuazione con l'altra. Non doversi procedere per Molinaro e Rapuano, per intervenuta prescrizione, rispetto al segmento della stessa vicenda che riguardava le presunte pressioni per la revoca di un tecnico e la nomina di un altro. Un capitolo, quest'ultimo, per il quale è stata chiesta per Mangialetto e Zitano l'assoluzione, rispettivamente, per non aver commesso il fatto e perchè il fatto non costituisce reato.
L'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, e la dichiarazione di prescrizione è stata proposta per Molinaro e Rapuano in riferimento ad un altro addebito di concussione, e due di tentata concussione, nei confronti dei titolari di tre imprese.
Le ulteriori richieste: non doversi procedere per prescrizione e assoluzione perchè il fatto non sussiste per Molinaro, Rapuano, Mangialetto, Zitano, De Cristofaro e Iannella rispetto alla concussione prospettata dalla Procura per un contributo previsto dalla legge post terremoto.
E ancora: assoluzione, perchè il fatto non sussiste, per Mangialetto e Rapuano per abuso d'ufficio, falso e maltrattamenti; e, sempre per un abuso d'ufficio contestato per una presunta lottizzazione abusiva, oltre che per loro, per Zitano, Iannella, Ingannato, Tuccillo e Passaro.
Di Rapuano e Mangialetto è stata chiesta l'assoluzione, per non aver commesso il fatto, da un ulteriore falso. Si prosegue: l'assoluzione dall'accusa di associazione per delinquere, perchè il fatto non sussiste, è stata proposta per Molinaro, Rapuano, Mangialetto e Iannella; e per Rapuano, Mangialetto e Iannella, perchè il fatto non sussiste, da quella di abuso d'ufficio, Infine, rispetto ad un tentativo di concussione, il Pm ha chiesto il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di Molinaro.
Dopo l'intervento del rappresentante della pubblica accusa, quelli dei legali delle parti civili - il Comune di Calvi ed alcuni privati – : gli avvocati Domenico Russo, Mario Varricchio, Franco Errico e Giovanni Terrazzano; poi, spazio alle arringhe degli avvocati Mario Mirra e Maurizio Liviero (per Iannella), Raffaele Scarinzi (per Mangialetto) e Andrea De Longis junior (per Tuccillo). Il 14 marzo sarà la volta degli avvocati Carmine Lombardi, Carmine Monaco, Alfonso Furgiuele, Domenico Iommazzo, Marcello D’Auria, Nicola Di Donato, Rosario Mario Piccirilli, quindi il Tribunale si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.
