"Zitti o vi scanniamo", quella mattina di terrore ad Amorosi

Rito abbreviato per i tre napoletani arrestati per il colpo in banca del 24 agosto 2016

Benevento.  

“State zitti e dateci i soldi, aprite la cassaforte o vi scanniamo...”, avevano urlato, brandendo un taglierino, a due dipendenti dell'istituto di credito, comprensibilmente terrorizzati. Un'impiegata era rimasta ferita ad una mano in modo non grave, loro avevano arraffato il denaro – circa 7mila euro- ed erano scappati a bordo di una Y10 con una terza persona che aveva fatto da palo. La speranza di farla franca era però svanita a Maddaloni, dove i carabinieri li avevano bloccati. Ecco perchè Gennaro Tortora, 46 anni, di Casalnuovo, Giovanni Loventre, 40 anni, di Napoli, e Antonio De Fortis Nadi, 42 anni, di Ercolano, erano stati arrestati.

Scortati dalla polizia penitenziaria, questa mattina sono comparsi al palazzo di giustizia di Benevento, con l'accusa di aver messo a segno il colpo registrato ad Amorosi il 24 agosto dello scorso anno, ai danni della Banca popolare società cooperativa. Hanno scelto il rito abbreviato, slittato al 16 marzo per l'assenza del giudice e l'astensione dei penalisti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, mentre Tortora stazionava all'esterno, gli altri due, volto coperto e taglierino, avevano fatto irruzione nell'agenzia ed avevano minacciato i due addetti allo sportello che avevano poi chiuso a chiave in una stanza, in compagnia di altrettanti clienti. Poi la fuga e, quando era scattato l'allarme, l'inseguimento dei carabinieri, concluso a Maddaloni con l'arresto dei tre napoletani, difesi dagli avvocati Carlo Ercolino, Alfonso Quarto e Mario Bruno.