I carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita hanno notificato all'alba di oggi un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione e furto nei confronti di 5 persone nell'ambito di un'inchiesta sul taglieggiamento di produttori vinicoli.
Si tratta di Annibale Zotti, 66 anni, il figlio Antonio, 40 anni, Raffaele Cavaiuolo, 57 anni, tutti di Solopaca; Giovanni Coletta, 57 anni, di Castelvenere e Guglielmo Labagnara, 69 anni, di Guardia Sanframondi.
Tutti colpiti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Maria Ilaria Romano su richiesta del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa. Nell'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Cerreto Sannita risultano coinvolte, indagate a piede libero, anche altre sei persone: tre di Castelvenere (tra loro padre e figlio), il resto di Guardia Sanframondi, Solopaca e Piedimonte Matese.
Nel mirino degli inquirenti alcuni episodi (anche tentati) ritenuti estorsivi e che riguardano anche il furto di piantine di viti. Gli indagati sono difesi tra gli altri dagli avvocati Antonio Barbieri, Antonio Di Santo, Ettore Marcarelli e Gabriele Nuzzi.
Imprenditori agricoli costretti a pagare somme di denaro per non incappare nel cosiddetto “taglio delle viti”, ovvero la recisione delle piante alla base. Episodi più volte registrati negli anni, specialmente in valle Telesina, dove numerosi agricoltori erano evidentemente finiti nel mirino.
Il via all'attività investigativa dopo i danneggiamenti registrati tra il 12 e il 15 agosto 2015 tra Guardia Sanframondi, Castelvenere e Solopaca. Nel mirino degli inquirenti il sistema della guardiania, attraverso il quale – sostiene l'accusa – sarebbe stato imposto il pagamento di una somma di denaro in cambio di un servizio di vigilanza che avrebbe evitato ogni problema.
