Saranno interrogate venerdì dal gip Maria Ilaria Romano, che ha firmato le ordinanze di custodia in carcere, le cinque persone arrestate dai carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita in un'indagine, diretta dal sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa, sul taglieggiamento dei proprietari di alcuni vigneti tra Guardia Sanframondi e Castelvenere. Assistiti dagli avvocati Antonio Barbieri, Antonio Di Santo, Ettore Marcarelli e Gabriele Nuzzi, dinanzi al giudice compariranno Annibale Zotti, 66 anni, il figlio Antonio, 40 anni, di Solopaca, Guglielmo Labagnara, 69 anni, di Guardia Sanframondi, Raffaele Cavaiuolo, 57 anni, anch'egli solopachese, e Giovanni Coletta, 57 anni, di Castelvenere.
Nel mirino degli inquirenti è finito il sistema della guardiania, attraverso il quale – sostengono – sarebbe stato imposto il pagamento di una somma di denaro in cambio di un servizio di vigilanza che avrebbe evitato il danneggiamento ed il furto di filari e viti. Nel provvedimento cautelare, non adottato per l'ipotesi di associazione per delinquere, vengono prospettate, a vario titolo, le ipotesi di reato di estorsione, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, ricettazione.
Otto gli episodi, ritenuti estorsivi, di cui sarebbero rimasti vittime altrettanti viticoltori tra Castelvenere (sei) e Guardia Sanframondi (2) tra marzo ed ottobre 2015, mentre la tentata estorsione ed il capitolo delle armi sono relativi ai due colpi di fucile che nel gennaio 2015 avevano centrato l'auto di Coletta, che figura, dunque, nella doppia veste di indagato e parte offesa. Il raggio dell'inchiesta, nella quale sono coinvolte altre sei persone non destinatarie di misure, ha però incluso ulteriori vicende, anche temporalmente precedenti (2014): la recisione e la 'scomparsa' di migliaia di piante, alcuni furti: come quello dei pali adoperati per il sostegno delle viti.
