"Masturbati..", registra immagini di un 15enne e lo minaccia

Un 23ene di Benevento indagato da Procura di Bologna. Nel pc file con materiale pedopornografico

Benevento.  

L'indagine si è chiusa. Pesanti le ipotesi di reato prospettate dalla Procura di Bologna nei suoi confronti: aver prodotto e detenuto materiale pedopornografico realizzato con minori. Centinaia i file contenuti nel suo computer, scene inequivocabili con ragazzi di età inferiore ai 18 anni. I genitori di uno di loro, che lui aveva cercato di costringere a continuare gli incontri in chat, minacciando la divulgazione delle immagini che lo riguardavano, lo hanno denunciato, innescando l'attività investigativa che ha coinvolto un 23enne di Benevento.

E' stato chiamato in causa da una storia che si sarebbe consumata tra agosto e settembre dello scorso anno, quando, attraverso il social network Omegle, avrebbe contattato un 15enne. Scambio di messaggi tra i due, nulla di inquietante. Fino al momento in cui l'allora 22enne avrebbe convinto il suo interlocutore ad utilizzare Skype: conversazioni, gratuite, via computer. Poi l'invito, rivolto al ragazzo, di accendere la webcam e di masturbarsi. Lui lo aveva fatto, senza immaginare che la sua 'esibizione' nel frattempo venisse registrata. L'aveva capito successivamente, allorchè l'altro, nel tentativo di evitare che i rapporti si interrompessero, l'avrebbe minacciato. In che modo? “Pubblico tutto in rete”, gli avrebbe detto.

Facile immaginare la paura provata dal giovanissimo bolognese al solo pensiero che qualcuno potesse visionare quei fotogrammi di intimità imbarazzanti che credeva, ingenuamente, al sicuro della sfera privata. Ecco perchè aveva trovato la forza di confidarsi con il papà e la mamma, neutralizzando, in questo modo, qualsiasi forma di pressione. Di qui l'avvio dell'inchiesta ed una perquisizione compiuta nell'abitazione del 23nne, al quale erano stati sequestrati due hard disk nei quali erano custoditi oltre 200 file video con ragazzi, quasi tutti non diciottenni, intenti a masturbarsi.

Una vicenda delicatissima, rispetto alla quale l'indagato, assistito dall'avvocato Fabio Russo, potrà, ora, chiedere di essere interrogato o depositare una memoria difensiva. Esaurita questa fase, il Pm procederà all'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Esp

(foto tratta dal web)