Spese legali dell'Asl, il Pm: archiviazione. Il Gip dice no

Quattro indagati, camera di consiglio il 12 luglio

Benevento.  

Due filoni – quello dei mandati di pagamento, l'altro politico – sono già al centro di altrettanti processi, ma ce n'è un terzo, dell'inchiesta sull'Asl condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, che attende ancora di conoscere il suo destino: riguarda le spese legali dell'Azienda sanitaria.

Quattro le persone chiamate in causa: l’ex direttore amministrativo Felice Pisapia, due dirigenti, Antonio Mennitto e Arnaldo Falato, e l’avvocato Giovanna Perna. Si tratta di un troncone per il quale la Procura ha proposto l'archiviazione, chissà se per l'assenza di elementi significativi anche dopo gli ulteriori sei mesi di indagini, affidate alle fiamme gialle, ordinati nel settembre 2015 dal gip Flavio Cusani. Che, così come aveva fatto due anni fa, anche stavolta ha respinto la richiesta – la prima era stata avanzata per motivi tecnici – dell'ufficio inquirente, fissando, dunque, una nuova camera di consiglio. Udienza il 12 luglio: appuntamento al quale dovranno presentarsi il Pm e i difensori: gli avvocati Vincenzo Regardi, Claudio Botti e Mario Verrusio.

Come più volte ricordato, il tema dei costi legali sopportati dall'Asl nelle gestioni precedenti a quella del direttore generale Michele Rossi era emerso dai dossier preparati dal suo avvocato, Roberto Prozzo, e depositati prima dell'interrogatorio del manager. Il 7 febbraio 2014 le perquisizioni negli uffici di via Oderisio e di via Mascellaro operate dai finanzieri e dai pm Giovanni Tartaglia Polcini, che aveva avviato l'inchiesta, e Nicoletta Giammarino, che l'aveva successivamente affiancato - raccogliendone poi l'eredità dopo il trasferimento a Roma - con la collega Flavia Felaco.

Nel mirino degli inquirenti erano finiti circa 15 milioni di euro liquidati ad un paio di dozzine di avvocati tra il 2006 e il 2012. Pratiche al centro di una consulenza curata, su incarico della Procura, dai commercialisti Massimo Zeno e Stefania Viscione. Attenzione puntata sulla domiciliazione, sulla corrispondenza tra la causa iscritta a ruolo e trattata, sull'importo erogato e le modalità attraverso le quali era stato definito.

L'attività investigativa era stata scandita, a partire dall'autunno 2014, dalle escussioni, come persone informate sui fatti, di una sfilza di avvocati. Tutti convocati presso la caserma della guardia di finanza, per rispondere alle domande dei militari del tenente colonnello Luca Lauro, che avevano anche acquisito la documentazione prodotta dai professionisti. Ora la nuova tappa a luglio: circa tre anni e mezzo dopo il blitz.

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