Presepe Dalisi, la Cassazione annulla sentenza di assoluzione

Accolto il ricorso del pm Pizzillo. Si torna dinanzi al gup

Benevento.  

Annullata con rinvio dalla Cassazione, che ha accolto il ricorso del pm Marcella Pizzillo, la sentenza con la quale il 2 luglio del 2015 il gup del Tribunale di Benevento, Gelsomina Palmieri, chiamato a pronunciarsi sull'indagine condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sull'installazione nel dicembre del 2011, in piazza Castello, del presepe realizzato dal maestro Riccardo Dalisi (estraneo alla vicenda), aveva assolto un imputato con rito abbreviato e stabilito il non luogo a procedere nei confronti degli altri dodici.

L'assoluzione perchè il fatto non sussiste era stata stabilita per Andrea Lanzalone, 49 anni, all'epoca dirigente del Settore finanze del Comune di Benevento. Non doversi procedere, perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato per il sindaco Fausto Pepe, 54 anni; il suo vice Raffaele Del Vecchio, 47 anni, e gli assessori in carica nella Giunta del 2011: Luigi Abbate, 58 anni;Marcellino Aversano, 40 anni; Mirna Campone, 57 anni; Rosario Guerra, 51 anni; Cosimo Lepore, 53 anni; Pietro Iadanza, 69 anni; Nicola Danilo De Luca, 58 anni e Luigi Scarinzi, 48 anni. E ancora: Rino Vitelli, 51 anni, all'epoca dirigente del Settore cultura di Palazzo Mosti, e l'imprenditore Carmine Lombardi, 39 anni, di Benevento, della “Lombardi Costruzioni srl”.

Le accuse ipotizzate per tutti erano abuso d'ufficio e violazioni in materia edilizia.

Secondo la Procura, con le delibere del 7 e del 16 dicembre del 2011 la giunta avrebbe procurato all'impresa 'Lombardi Costruzioni un presunto vantaggio patrimoniale commissionando la realizzazione e il montaggio dell'opera scultorea dal titolo 'Il presepe di Dalisi'. A detta degli inquirenti, Palazzo Mosti non avrebbe potuto scegliere solo ed esclusivamente quella ditta in quanto unica per competenze, visto che la stessa per la realizzazione del presepe si sarebbe poi affidata ad un'altra impresa, la 'Michelangelo Costruzioni'.  

Il pm Pizzillo aveva chiesto la condanna a 8 mesi per Lanzalone e il rinvio a giudizio degli altri imputati, di segno opposto la decisione del giudice, ora annullata dalla Suprema Corte. Si torna nuovamente, dunque, dinanzi al giudice dell'udienza preliminare, per fatti sui quali incombe, inevitabilmente, il rischio della prescrizione.
Impegnati nella difesa gli avvocati Nunzio Gagliotti, Roberto Prozzo, Sergio Rando, Angelo Leone, Marcello D'Auria, Vincenzo Regardi, Maurizio Lepore e Oreste Di Giacomo.

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