"Siamo prostitute, è vero. Ma meritiamo rispetto anche noi"

Due donne dominicane confermano le accuse contro una 46enne arrestata a fine aprile

Benevento.  

Si sono presentate puntuali all'appuntamento con il gip Roberto Melone, dinanzi al quale era stato fissato l'incidente probatorio chiesto dal pm Assunta Tillo. Entrambe dominicane, hanno parlato senza remore del loro lavoro di prostitute. Vendono sesso a pagamento, ma non per questo non meritano rispetto. Quello che non avevano ricevuto la notte dello scorso 29 aprile, quando erano state minacciate ed aggredite da quella donna.

Hanno ribadito le accuse nei suoi confronti, hanno puntato il dito contro la 46enne che i carabinieri di Ariano Irpino avevano arrestato per favoreggiamento della prostituzione e resistenza a pubblico ufficiale. Accuse per le quali lei, difesa dall'avvocato Cipriano Ficedolo, era finita in carcere, dove si trova attualmente. La custodia cautelare a Bellizzi era stata disposta dopo l'udienza di convalida dell'arresto, scattato quando i militari erano intervenuti su richiesta di una delle cittadine straniere, alle quali l'indagata aveva fittato – canone di 50 euro al giorno – altrettante stanze del suo appartamento, dove continuava a vivere per 'monitorare' il flusso dei visitatori. Camere nelle quali le due dominicane esercitavano l'attività di meretrico.

L'avevano fatto anche quel giorno, dalla mattina fino alla mezzanotte, ecco perchè avevano detto no quando la 46enne, che si preoccupava di far loro la spesa (e di ricaricarne i cellulari) per evitare che uscissero in strada e venissero notate, le aveva svegliate all'alba per proporre loro un incontro, contemporaneamente, con tre uomini che si erano presentati all'improvviso, senza un precedente contatto telefonico.

Sesso di gruppo, rifiutato dalle due sudamericane, per questo insultate dalla proprietaria di casa, che le aveva invitate ad andar via dopo aver lanciato contro di loro sedie ed altre suppellettili. Una era riuscita a scappare, l'altra aveva chiesto aiuto ai militari. Che, una volta sul posto, avevano dovuto subire la reazione della 46enne: si era scagliata contro di loro, offendendoli pesantemente, poi, mentre le manette le stringevano già i polsi, si era gettata sull'asfalto.

Esp