Omicidio Rosiello, la Corte dispone una perizia su una pistola

Sì alla richiesta della difesa di Messina. No, invece, ad una perizia medico-legale

Benevento.  

Una perizia che accerti l'eventuale presenza su una pistola calibro 9x21 delle impronte digitali della vittima. L'ha disposta la Corte di Assise, così come chiesto dall'avvocato difensore Angelo Leone, nel processo a carico di Paolo Messina, 35 anni, di Benevento, imprenditore termoidraulico, reo confesso dell'omicidio di Antonello Rosiello, 41 anni, anch'egli della città, imprenditore nel settore della pasta, ammazzato in via Pisacane, al rione Libertà, nelle prime ore del 25 novembre 2013.

Si tratta di una delle due armi sequestrate all'epoca dalla Squadra mobile: non la 38 che aveva fatto fuoco, che Messina aveva gettato con un borsello al di là della recinzione della sua abitazione, ma la pistola – entrambe, aveva ammesso l'imputato, erano state ripulite - rinvenuta nell'auto dell'allora 31enne.

La Corte ha invece detto no ad una perizia medico legale che lo stesso Leone aveva proposto per superare le opposte valutazioni della dottoressa Monica Fonzo, che aveva curato l'autopsia per la Procura, rappresentata in aula dal pm Miriam Lapalorcia, ed il professore Fernando Panarese, consulente di Messina, quest'ultimo attualmente ai domiciliari per la violazione della sorveglianza speciale.

L'incarico per gli accertamenti sulla 9x21 sarà affidato il prossimo 13 settembre; un appuntamento che potrebbe risultare inutile se dalla banca dati non saltassero fuori le impronte digitali di Rosiello. In questo caso, spazio alla requisitoria del Pm e dei legali di parte civile: gli avvocati Vincenzo Sguera, Vincenzo Regardi e Massimiliano Cornacchione, che assistono i familiari del malcapitato.

Esp