Prima la proclamazione dello stato di agitazione dopo gli incidenti accaduti al Tribunale di Napoli (con feriti e denunce), ora di tre giorni – 4, 5 e 6 maggio - di astensione dalle udienze. L'ha decisa, per le conseguenze che la situazione nel Palazzo di giustizia partenopeo – sede anche del Riesame e della Corte di Appello – ha sull'attività dei propri iscritti, la giunta della Camera penale di Benevento, presieduta dall'avvocato Vincenzo Regardi (nella foto). Tutto ruota attorno alle misure di sicurezza adottate a Napoli dopo la strage di Milano, definite “inadeguate alla struttura ed al personale deputato ai controlli”. Misure che prevedono il passaggio di magistrati, avvocati e dipendenti attraverso il metal detector e controllo 'invasivo' delle borse con divieto di introduzione di tablet e pc portatili. File lunghissime e ritardi le conseguenze di misure “che non risultano essere state predisposte presso altri Palazzi di giustizia italiani, ove in molti casi si accede previa la sola esibizione del tesserino di iscrizione all'Ordine”. Secondo i penalisti, la “gravità di quanto avvenuto ed il probabile ripetersi di situazioni analoghe impone una immediata presa di posizione dell'Avvocatura sannita a tutela della propria funzione e del diritto dei cittadini alla difesa tecnica e al giusto processo”. Da qui la scelta di condividere la protesta delle Camere penali di Napoli e Napoli nord, stabilendo tre giorni di blocco delle udienze.
Enzo Spiezia
