Prime battute, con l’ammissione dei mezzi di prova, del processo a carico di una 37enne dipendente del Comune di Vitulano, imputata di peculato. L’accusa le era stata contestata nel gennaio del 2014, quando era stata colpita dal divieto di dimora nel paese in cui abita. Una misura, poi revocata, adottata dal gip Roberto Melone in un'indagine diretta dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo e condotta dai carabinieri della sezione di pg presso la Procura. I fatti risalgono al periodo 2009-2010. Secondo gli inquirenti, l’impiegata (è difesa dall'avvocato Angelo Leone), geometra in servizio presso l'ufficio tecnico, si sarebbe appropriata delle somme (complessivamente poco più di 1400 euro) che una persona deve versare all'Ente quando presenta una Dia: una dichiarazione di inizio attività per lavori non strutturali a case ed edifici. Nove le pratiche finite nel mirino di un'inchiesta avviata dopo la denuncia della segretaria comunale. Una situazione che nel 2011 era già costata all'allora 33enne tre mesi di sospensione dal lavoro. Quando era rientrata, aveva chiesto ed ottenuto di cambiare ufficio. Interrogata dal gip, la donna si era avvalsa della facoltà di non rispondere, pur rilasciando una lunga dichiarazione sul funzionamento della struttura nella quale operava all'epoca. Il Comune di Vitulano, parte civile, è rappresentato dall'avvocato Pierluigi Pugliese. Si torna in aula a luglio.
Esp
