Mancava l'indicazione della parte offesa: il Comune di Benevento. L'ha rilevato d'ufficio il gup Flavio Cusani, che per questo ha rinviato al 15 novembre la nuova udienza preiminare a carico delle tredici persone tirate in ballo dall'indagine dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sull'installazione nel dicembre del 2011, in piazza Castello, del presepe realizzato dal maestro Riccardo Dalisi (estraneo alla vicenda).
Come è noto, l'ulteriore appuntamento è stato fissato dopo la pronuncia con la quale, ad aprile, la Cassazione ha accolto il ricorso del pm Marcella Pizzillo ed ha annullato, con rinvio, la decisione del gup Gelsomina Palmieri. Che il 2 luglio del 2015 aveva assolto un imputato con rito abbreviato e stabilito il non luogo a procedere nei confronti degli altri dodici.
L'assoluzione perchè il fatto non sussiste era stata stabilita per Andrea Lanzalone (avvocato Nunzio Gagliotti), 49 anni, all'epoca dirigente del Settore finanze del Comune di Benevento.
Non doversi procedere, perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato, per il sindaco Fausto Pepe, 54 anni; il suo vice Raffaele Del Vecchio, 47 anni, e gli assessori in carica nella Giunta del 2011: Luigi Abbate, 58 anni;Marcellino Aversano, 40 anni; Mirna Campone, 57 anni; Rosario Guerra, 51 anni; Cosimo Lepore, 53 anni; Pietro Iadanza, 69 anni; Nicola Danilo De Luca, 58 anni e Luigi Scarinzi, 48 anni. E ancora: Rino Vitelli, 51 anni, all'epoca dirigente del Settore cultura di Palazzo Mosti, e l'imprenditore Carmine Lombardi, 39 anni, di Benevento, della “Lombardi Costruzioni srl”.
Le accuse: abuso d'ufficio e violazioni in materia edilizia.
Secondo la Procura, con le delibere del 7 e del 16 dicembre del 2011 la giunta avrebbe procurato all'impresa 'Lombardi Costruzioni un presunto vantaggio patrimoniale commissionando la realizzazione e il montaggio dell'opera scultorea dal titolo 'Il presepe di Dalisi'. A detta degli inquirenti, Palazzo Mosti non avrebbe potuto scegliere solo ed esclusivamente quella ditta in quanto unica per competenze, visto che la stessa per la realizzazione del presepe si sarebbe poi affidata ad un'altra impresa, la 'Michelangelo Costruzioni'.
Il pm Pizzillo aveva chiesto la condanna a 8 mesi per Lanzalone e il rinvio a giudizio degli altri imputati, di segno opposto le conclusioni del giudice Palmieri, impugnate dinanzi alla Cassazione.
Di qui, a giugno, l'ulteriore richiesta di rinvio a giudizio anche per Lanzalone, la cui inclusione nel novero degli imputati era stata definita dall'avvocato Gagliotti “il frutto di un refuso o d’una svista cui senz’altro si confida sarà al più presto posto adeguato rimedio”.
Impegnati nella difesa gli avvocati Roberto Prozzo, Sergio Rando, Angelo Leone, Marcello D'Auria, Vincenzo Regardi, Maurizio Lepore e Oreste Di Giacomo.
Esp
