Ha 43 anni ma si sente “un bimbo”. Come “mio figlio”, dice. Diego Santoro, da San Polo Matese, in provincia di Campobasso, suona la zampogna. “Un po' per passione, un po' per lavoro”, spiega. Aggiungendo che “il lavoro deve essere una passione”. Come quella che lo ha spinto, intorno a mezzogiorno, a raggiungere Benevento e a creare un'atmosfera pre-natalizia. Lo ha fatto in strada, lungo il viale Mellusi, ed in alcuni palazzi ai quali ha avuto la possibilità di accedere dopo essersi presentato.
Cappello nero a falde, abito scuro e tra le mani il prezioso strumento. Canne ed otre dalle quali si è alzata la classica melodia che tanto piace ai bambini, e non solo. Un suono che rimanda al passato, che sollecita la memoria e la proietta in una dimensione antica. Una tradizione di famiglia? “No”, precisa Diego. Nessuna scia da seguire, nessun papà da imitare. Quella strada l'ha inaugurata lui, che se ne va in giro a rinverdire la fama che circonda il paese in cui abita, da sempre conosciuto, appunto, per la zampogna, alla quale “dedichiamo, ad agosto, una festa”, puntualizza con una evidente dose di orgoglio.
Un'arte che nessuna novità riesce ad eliminare perchè è magico il clima che si porta dietro. La dolcezza dell'attesa, mentre intorno tutto brucia ad una velocità impressionante. E Diego appare come una figura al di là del tempo. "Un bimbo".
Esp
