L'attesa è destinata a durare ancora. Perchè sia la consulenza medico-legale, sia quella informatica non sono state depositate. I due specialisti ai quali la Procura ha affidato l'incarico, rispettivamente il 31 luglio ed il 18 settembre, hanno infatti chiesto una proroga per vergare le loro conclusioni. Due tasselli importanti nell'inchiesta per omicidio del pm Miriam Lapalorcia e della Squadra mobile sulla tragica fine del 32enne Antonio Parrella, di Benevento, morto al Rummo lo scorso 28 luglio per una devastante emorragia cerebrale causata dai calci e dai pugni ricevuti al volto, alla testa e all'addome, la sera precedente, durante una festa di compleanno in un ristorante alla contrada Pino.
E' da quel giorno, da circa cinque mesi che i suoi familiari, rappresentati dagli avvocati Grazia Luongo e Angelo Leone, chiedono che sia fatta luce su una vicenda terribile. “Antonio è stato ucciso e non sappiamo né da chi e né il perchè. Vogliamo giustizia”, hanno ripetuto anche in occasione della fiaccolata organizzata a settembre lungo le strade del rione Libertà per ricordare la vittima.
Un caso al centro di un'attività investigativa che, come si ricorderà, nell'immediatezza era sfociata nell'arresto di Umberto Sferruzzi, 28 anni. Per lui l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi prospettata in un'ordinanza di custodia cautelare che il Riesame, al quale aveva fatto ricorso l'avvocato Antonio Leone, aveva però annullato il 9 agosto, rimettendo in libertà il giovane dopo tredici giorni di detenzione in carcere, per carenza dei gravi indizi di colpevolezza.
La tappa successiva erano state le perquisizioni ed il sequestro di telefonini, tablet e pc, sui quali erano stati disposti gli accertamenti ancora non terminati, operato dalla Squadra mobile nei confronti di sei persone chiamate in causa per un'ipotesi di favoreggiamento: Corrado Sparandeo, 31 anni, Silvio Sparandeo, 27 anni, Vincenzo Piscopo, 59 anni, Giovanni Piscopo, 36 anni, Michele Meoli, 26 anni, Gianluca Peluso, 26 anni, tutti di Benevento, difesi dagli avvocati Antonio Leone, Nazzareno Fiorenza, Maria Crsitina Caracciolo e Gerardo Giorgione.
Esp
