Tenuta Casaldianni, carabinieri della Forestale in Provincia

Acquisiti una serie di atti e documenti relativi alla gestione della storica proprietà del Rummo

Benevento.  

La presenza di quegli uomini in divisa non è certo passata inosservata in una Rocca dei Rettori affollata di sindaci e giornalisti impegnati, i primi, per esprimere il parere sull'approvazione del bilancio di previsione.

Nel frattempo quattro carabinieri del Nucleo Forestale hanno fatto tappa negli uffici ospitati nella storico edificio che ospita la Provincia di Benevento per acquisire una serie di documenti sulla gestione della tenuta Casaldianni, nel comune di Circello. Si tratta di un immenso patrimonio fondiario, oltre 300 ettari, di proprietà dell'azienda ospedaliera Rummo, ma che di fatto negli anni passati era stata affidata all'Ente provincia che, dietro il pagamento di un affitto annuale, doveva realizzare un importante investimento energetico.

Non è la prima volta che i militari della Forestale hanno “visitato” l'Ente, sempre per acquisire, secondo una prima ipotesi, gli atti relativi alla gestione e all'affidamento dei terreni, anche a privati, della tenuta Casaldianni che evidentemente è finita al centro di un'inchiesta della Procura sannita.

La storia della Tenuta Casaldianni

307 ettari, 72 dei quali, ricoperti da bosco ceduo e una serie di casolari, di proprietà del Duca Vincenzo Di Somma e che, negli anni '50 donò con un testamento a quella che oggi è l'Azienda Ospedaliera “Rummo”.

Su questa proprietà si accese (da un articolo di Ottopagine del 24 aprile del 2015) però un contenzioso tra la stessa Azienda ed il Comune di Circello per un valore di oltre 6,5 milioni di Euro. Nel 2006, con un protocollo d’intesa tra l’azienda ospedaliera, il comune di Circello e la Provincia guidata all’epoca da Carmine Nardone, si chiuse un contenzioso lungo venti anni. La transazione riconosceva la proprietà al “Rummo” e nello stesso tempo affidava alla Provincia la responsabilità di realizzare un importante investimento produttivo.

Il Comune di Circello con il Sindaco dell’epoca riconobbe la evidente valorizzazione dell’Azienda ed il rilevante interesse pubblico delle iniziative che venivano intraprese dalla Provincia presso la tenuta di Casaldianni. Il Rummo, d’altra parte, riconosceva che l’utilizzo del bene non era strumentale al perseguimento dei propri fini istituzionali.

L’Azienda, infatti, deperiva giorno per giorno per mancanza di manutenzione e grazie a quell’accordo non solo si risolveva in positivo una problematica annosa, ma c’era anche un intervento di rilancio produttivo, un utilizzo corretto di un bene e lo sviluppo di progettualità a forte contenuto di innovazione.

Nel 2015, per via della legge di stabilità, il consiglio provinciale all’unanimità, aveva votato per la risoluzione del contratto di fitto dell’azienda agricola di Casaldianni. Provvedimento giustificato dalla necessità di tenere sotto controllo la situazione di cassa dell’ente visto che, per usufruire della tenuta, la Provincia versava all’ospedale Rummo 150 mila euro l’anno. Decisione, quella della Provincia, che aveva anche fatto temere il peggio per delle aziende private che, attraverso dei contratti, lavoravano quei terreni.

Oggi la situazione della Tenuta appare complessa anche alla luce delle condizioni in cui versano i casolari ed anche alcuni terreni e boschi, alcuni dei quali in totale stato di abbandono.

Al.Fa