Un anno. E' la condanna stabilita dal giudice del Tribunale di Perugia Alessandro Pazzaglia al termine del processo nei confronti di Renato Morante (avvocato Carmine Monaco), 50 anni, di Benevento, riconosciuto responsabile di aver offeso l'onore ed il prestigio del dottore Antonio Clemente, ex pm a Benevento, ora in forza alla Procura di Roma (di qui la competenza di Perugia).
I fatti risalgono al 16 aprile del 2010, quando il magistrato era in servizio nel capoluogo sannita, e fanno riferimento, secondo l'accusa, ai commenti sprezzanti ed offensivi di Morante durante la requisitoria che Clemente stava tenendo nel processo a suo carico per il tentato omicidio di Roberto De Santis, il titolare di un pub a San Giorgio del Sannio che l'11 maggio del 2008 era stato gravemente ferito con sei colpi di pistola mentre era in auto.
Un intervento, quello del Pm, concluso con la richiesta di 20 anni per l'imputato. La sentenza era attesa per il 19 maggio, ma quel giorno il Tribunale aveva letto un'ordinanza con la quale aveva disposto la trasmissione degli atti alla Procura per la riformulazione del profilo dell'accusa e la definizione del ruolo della moglie di Morante. Una decisione che aveva determinato la fissazione di un nuovo dibattimento terminato nel luglio 2012 con l'assoluzione della donna e la condanna di Morante a 16 anni e 9 mesi.
Una sentenza confermata in secondo grado, ma che nel giugno 2016 la Cassazione aveva annullato con rinvio, impegnando la Corte di appello, dunque, ad una ulteriore valutazione. Una pronuncia alla quale era seguita quella del Riesame, che ad agosto lo aveva rimesso in libertà per decorrenza dei termini dopo una detenzione – in carcere e ai domiciliari – durata poco più di quattro anni.
Esp
