Stavolta, forse, ci siamo. L'incertezza regna sempre sovrana quando si tratta di estradizioni, ma adesso sembra ormai giunta al capolinea. Perchè, se non sorgeranno ulteriori difficoltà legate all'organizzazione del viaggio, entro la prossima settimana tornerà in Italia Paolo Messina, 35 anni, di Benevento, catturato lo scorso 23 novembre dalla Squadra mobile in Croazia, dove si era nascosto dopo la condanna a 25 anni per l'omicidio di Antonello Rosiello, compiuto al rione Libertà il 25 novembre del 2013.
Una volta nel nostro Paese, Messina sarà condotto nel carcere più vicino – probabile, dunque, quello di Rebibbia-, dove potrebbe restare, o dal quale potrebbe essere successivamente trasferito in un'altra struttura detentiva. A suo carico un'ordinanza di custodia cautelare (e un mandato di arresto europeo) adottata dalla Corte di Assise - è stata impugnata dall'avvocato Angelo Leone dinanzi al Riesame, che si occuperà del ricorso tra meno di venti giorni- su richiesta del pm Miriam Lapalorcia. Un provvediimento firmato dopo la sentenza, su un delitto che Messina aveva confessato nell'immediatezza, pronunciata lo scorso 31 ottobre.
Quel giorno l'imputato non era in aula, non aveva ascoltato l'intervento del suo difensore, tutto centrato sulla legittima difesa. Era già partito in moto, diretto in Croazia, dove sarebbe arrivato dopo un viaggio di 1600 chilometri. Sembrava sparito, era riapparso a Zara, ventiquattro giorni più tardi. Quando gli investigatori della prima sezione della Mobile del vicequestore Emanuele Fattori, anche attraverso la collaborazione del Servizio centrale operativo della polizia, lo avevano scovato, seguendo la scia lasciata da una scheda telefonica 'dedicata', in un hotel.
Fine della latitanza, epilogo di un'indagine diretta dalla Procura di Aldo Policastro, che aveva stoppato le polemiche, dopo quelle legate al ritorno in libertà di Messina nel 2014, per decorrenza dei termini, scatenate dalla sua fuga.
Esp
