Il Tribunale dissequestra la villa di Antonio Spina

Ordinata invece la confisca di un altro immobile, sempre a San Giorgio del Sannio

Benevento.  

Un anno fa i due immobili – ed un terreno, al quale i sigilli erano stati però apposti ad aprile – erano stati sequestrati dagli agenti della Divisione anticrimine della Questura sulla scorta di un decreto emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Benevento nei confronti di Antonio Spina, 70 anni, di San Giorgio del Sannio. Nel mirino, in particolare, erano finiti una villa alla contrada Recupo, dove peraltro Spina vive, una pertinenza (un fondo di pochi metri quadri) ed un appartamento lungo la statale Appia, entrambi in territorio sangiorgese, per un valore stimato di circa 700 mila euro.

Un provvedimento proposto nel 2015 dalla Questura, che lo stesso Tribunale ha in parte revocato. Disponendo il dissequestro dell'abitazione (e del terreno) di Spina, ma non dell'altra, sulla quale, dopo l'acquisto, datato agosto 2014, da Ida Sparandeo, moglie di Spina, risultano titolari di diritti (usufrutto e nuda proprietà) due persone.

Il collegio ha accolto le argomentazioni del legale di Spina, l'avvocato Nazzareno Fiorenza, che nello scorso settembre, durante l'udienza di comparizione delle parti, aveva evidenziato come una richiesta di confisca dello stesso immobile fosse già stata rigettata nel 1993 (una decisione mai appellata), per la mancanza del presupposto oggettivo dell'illecita provenienza, dal Tribunale. Che, non essendo nel frattempo emersi ulteriori elementi, non ha dunque potuto far altro che ricordare il principio del ne bis in idem (un giudice non può esprimersi due volte sulla stessa azione se si è già formata la cosa giudicata) , dissequestrando la villa e restituendola all'avente diritto.

Diverse le considerazioni dei giudici rispetto ai motivi offerti dall'avvocato Claudio Barbato, difensore dei titolari dell'usufrutto e della nuda proprietà della casa lungo l'Appia, tutti finalizzati a dimostrare la corretta origine del denaro adoperato per l'operazione di compravendita. I documenti prodotti non escludono, secondo il Tribunale, la possibilità di individuare quelle due persone come “intestatarie fittizie del bene, riconducibile nella disponibilità indiretta di Spina”. Ecco perchè di questa abitazione è stata disposta la confisca.

Come è noto, Antonio Spina ed Ida Sparandeo sono imputati in un processo in corso: per lui le accuse di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore, per lei quella di riciclaggio. Secondo la Procura, avrebbe utilizzato i soldi provenienti dalla presunta attività usuraria del marito per l'acquisto di un immobile a San Giorgio del Sannio.

Esp