Mandati pagamento Asl, 9 richieste di rinvio a giudizio

E' il primo dei tre filoni dell'inchiesta del pm Giammarino e della Finanza

Benevento.  

Pronte le richieste di rinvio a giudizio del sostituto procuratore Nicoletta Giammarino per il primo dei tre filoni dell'inchiesta sull'Asl: quello sui mandati di pagamento, per il quale tra dicembre 2013, gennaio e giugno 2014 erano state eseguite tre ordinanze, con arresti e obblighi. Sarebbero nove le persone sulla cui posizione dovrà ora pronunciarsi il giudice dell'udienza preliminare: una in meno di quelle che comparivano nell'avviso di conclusione dell'attività investigativa (settembre dello scorso anno), condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. Un elenco che, come si ricorderà, era aperto da Felice Pisapia, 46 anni, ex direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria locale, e comprendeva dirigenti dell'Asl, amministratori di diritto e di fatto di alcune società. Le accuse a vario titolo: truffa, peculato e tentata truffa.

Nel mirino degli inquirenti 1 milione  e 400mila di euro che l'Asl avrebbe sborsato a sei società tra giugno 2009 e aprile 2012 per prestazioni che non sarebbero mai state eseguite o lo sarebbero state solo parzialmente.

Lo stesso Pisapia, la moglie, Olga Landi, ed Arnaldo Falato, ex dirigente dell’Unità operativa budgeting dell'Asl, sono invece già stati spediti a giudizio, con le accuse a vario titolo di  truffa e falso, per un  'troncone bis'. Attenzione puntata, in questo caso, su nove fatture, per complessivi 200mila euro, ritenute false. La Procura sostiene che tra il 2007 ed il 2008 le abbia formate Pisapia.  Sarebbero state intestate a società esistenti e non, per forniture di software ed altro. La coniuge sarebbe stata la destinataria delle somme, mentre Falato, che dopo aver ricevuto l'avviso di chiusura dell'inchiesta aveva respinto ogni addebito nel corso di un interrogatorio, avrebbe firmato le disposizioni di pagamento.

Questa mattina, intanto, è in programa dinanzi al gip Flavio Cusani la camera di consiglio fissata per la prosecuzione dell'indagine (il Pm aveva dovuto chiedere l'archiviazione solo per motivi procedurali legati alla scadenza dei termini e non per altre ragioni) su un altro versante. Riguarda le spese legali sostenute dall'Azienda prima delle gestione Rossi e chiama in causa, al momento, quattro indagati.  A completare il quadro, infine, il filone aperto da alcuni colloqui registrati nell'estate 2012 dallo stesso Pisapia nell'abitazione paterna dell'ex parlamentare Pdl Nunzia De Girolamo, che quelle registrazioni ha bollato come illecite ed inutilizzabili.

Enzo Spiezia