Ha lasciato il carcere di contrada Capodimonte, dove era entrato sabato scorso, ed ora è ai domiciliari, Francesco Vonella, il 31enne di Montefalcone Valfortore arrestato dalla Squadra mobile con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni ai danni della (ora ex) fidanzata, ridotta, secondo gli inquirenti, in uno stato di soggezione psicologica.
La decisione di sostituire la misura iniziale con una meno afflittiva, che ha incrociato la richiesta avanzata dall'avvocato Vincenzo Sguera, è stata adottata dal gip Maria Ilaria Romano, che aveva firmato l'ordinanza di custodia su proposta del pm Marilia Capitanio, dopo l'interrogatorio di garanzia di mercoledì. Un appuntamento nel corso del quale Vonella aveva negato gli addebiti e fornito la sua versione dei fatti. Le sue affermazioni hanno reso “vacillante”, agli occhi del giudice, la gravità indiziaria rispetto al reato di sequestro di persona. Attenzione puntata, in particolare, su una circostanza evidenziata dal 31enne, che aveva ricordato come nella sua abitazione, quella nella quale la donna sarebbe stata segregata, e in cui lui vive con altri tre familiari, sia al secondo piano di un palazzo che si affaccia sulla strada principale del paese.
Nel mirino, poi, la “contraddittorietà” di alcune dichiarazioni rese dalla parte offesa in relazione agli aspetti della privazione della sua libertà, che dovranno essere approfonditi dagli investigatori; l'assenza di contatti, dalla fine di novembre 2017, tra l'indagato, che nel frattempo ha avviato una nuova relazione sentimentale, e la ragazza; e la distanza che separa Montefalcone dal centro in cui lei risiede. Elementi che hanno indotto la dottoressa Romano a ritenere che le esigenze cautelari possano essere tutelate, appunto, con gli arresti domiciliari.
Esp
