Inquinamento fiumi, indagine prorogata per 32 sindaci

Contestati, a vario titolo, l'inquinamento ambientale e il deturpamento delle bellezze naturali

Benevento.  

Prorogata di altri sei mesi – la prossima dead line è fissata a giugno – l'inchiesta che il procuratore aggiunto Giovanni Conzo ed il sostituto Donatella Palumbo hanno avviato alla fine del 2016 sull'inquinamento dei fiumi Calore e Sabato

Trentadue i sindaci chiamati in causa con diverse ipotesi di reato. Quella di inquinamento ambientale è contestata, per l'arco temporale che va dal maggio 2015 al maggio 2016, a ventitrè primi cittadini, di Benevento e della provincia, ancora in carica o che lo sono stati entro quel periodo.

A carico degli altri nove è invece prospettato il deturpamento delle bellezze naturali, dal 2012 fino al termine del mandato elettorale (2014-2015). Tra i difensori impegnati, gli avvocati Marcello D'Auria, Antonio Leone, Pierluigi Pugliese, Vincenzo Regardi, Angelo Leone, Antonio Di Santo, Vincenzo Sguera, Italo Palumbo e Luigi Diego Perifano.

Nel mirino dell'attività investigativa, affidata a Forestale, Capitaneria di Porto di Torre del Greco e Arpac, è finita, come più volte ricordato, l'entità dell'inquinamento ambientale provocato dagli scarichi non autorizzati. Attenzione puntata, dunque, sulle conseguenze che le immissioni avrebbero provocato, da accertare attraverso i prelievi.

Un'operazione per la quale nei mesi scorsi sono stati 'avvisati' i singoli amministratori interessati, per consentire loro di nominare un consulente di fiducia. Evitando, in questo modo, ciò che era accaduto nella precedente inchiesta, sfociata in un processo che nel novembre 2016 si è concluso con l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, di ventidue ex o attuali sindaci, imputati, a vario titolo, per disastro ambientale colposo ed omissione in atti di ufficio.

Un processo sul quale aveva pesato l'impossibilità di illustrare i risultati delle analisi, dichiarati inutilizzabili durante l'udienza preliminare, su eccezione della difesa, perchè i campionamenti e la loro successiva valutazione erano stati eseguiti non in contraddittorio; senza che agli amministratori fosse stata data la possibilità di indicare un proprio specialista.

Esp