Pena troppo bassa per Arturo Sparandeo, no della Cassazione

Coca e soldi. Inammissibile il ricorso del Pm contro i 4 anni e 6 mesi per il 51enne

Benevento.  

Respinto dalla Cassazione, che lo ha giudicato inammissibile, Il ricorso presentato dal pm Assunta Tillo, per chiedere una pena maggiore, contro la sentenza con la quale nel maggio 2017 il gup Loredana Camerlengo aveva condannato a 4 anni e 6 mesi – contro i 12 proposti dalla dottoressa Tillo -, con rito abbreviato, Arturo Sparandeo (avvocati Antonio Leone e Dario Vannetiello), 51 anni, di Benevento, che nell'aprile del 2016 era stato arrestato dai carabinieri. Rimasto in carcere per 10 mesi, Sparandeo aveva poi ottenuto i domiciliari.

La pronuncia del giudice era arrivata dopo il riconoscimento dell'equivalenza tra le attenuanti generiche e le contestate aggravanti.

L'intervento dei militari, come si ricorderà, era scattato in via Pacevecchia, in una villa che ospita ricevimenti. La perquisizione aveva riguardato un casolare riservato a Sparandeo, custode della struttura, all'interno del quale erano stati scoperti 210mila euro in contanti, 610 grammi di cocaina pura, due pistole, munizioni e una bomba carta.

I soldi erano 'saltati fuori' da un cassetto e, soprattutto, da un bidone sospeso a mezz'aria, mentre la droga era stata rinvenuta in alcuni scatoloni. Le due Beretta calibro 6.35 e 7.65 – la prima era risultata rubata in città nel 2007 – e le relative munizioni erano invece state scovate in un armadietto.
Enorme il clamore suscitato dal blitz operato dai carabinieri e sfociato nell'arresto dell'allora 49enne, per il quale era poi arrivata la condanna in un giudizio abbreviato scandito anche da una perizia, chiesta dalla difesa, sulla qualità e la percentuale di principio attivo presente nella droga sequestrata.

Troppo bassa, però, era stata ritenuta dalla Procura la pena stabilita per Sparandeo; di qui la scelta di ricorrere alla Suprema Corte, che ha però confermato l'iniziale pronuncia del gup Camerlengo. 

Esp