Udienze fino a tarda ora, protestano i penalisti

Astensione della Camera penale, aule vuote il 5 aprile

Benevento.  

Se non ci saranno sorprese dell'ultima ora, sempre possibili, la scelta cadrà sul 5 aprile. Un giovedì, un giorno non a caso. Perchè è sulla durata delle udienze in programma il giovedì, in Tribunale, che sarà puntata l'astensione che la Camera penale di Benevento, presieduta dall'avvocato Monica Del Grosso, si accinge ad indire.

Un tema, quello che agita la protesta, per la verità non nuovo, che già lo scorso anno, in tre occasioni – a febbraio, marzo e luglio – , era stato al centro di analoghe iniziative dei penalisti sanniti. Nel mirino, allora come oggi, il protrarsi fino a tarda sera degli appuntamenti in aula: decine e decine di processi da trattare, un problema che comporta attese lunghissime non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per imputati e testimoni.

Una condizione più volte denunciata dalla Camera penale, che aveva richiamato l'attenzione sulla gestione delle udienze e sulla mancata applicazione del protocollo stipulato per lo svolgimento delle stesse (inizio alle 9 e conclusione alle 16.30). Argomenti che avevano riempito le astensioni dello scorso anno, precedute dal richiamo al rispetto dell'intesa siglata e intervallate dall'invito che il presidente del Tribunale aveva rivolto ai magistrati, sollecitandoli ad osservare le disposizioni previste. Nonostante ciò, avevano affermato i penalisti, “la situazione non è mutata ed anzi, in alcuni casi, si è assistito ad un ulteriore deterioramento delle già incresciose condizioni in cui gli avvocati sono chiamati ad esercitare le proprie prerogative difensive”.

Una situazione che, oltre “ad arrecare disagi all'utenza tutta a causa della quotidiana fissazione di un numero di processi sproporzionato ed ingestibile, lede profondamente la dignità di imputati, parti offese e testimoni e cagiona un insostenibile nocumento ai difensori, i quali, impegnati in udienza fino a tarda ora, sono sostanzialmente impossibilitati a proseguire proficuamente l'attività professionale nei rispettivi studi”.

Ora, come detto, il nuovo blocco delle attività, che seguirà quello proclamato a livello nazionale, per il 13 ed il 14 marzo, contro il rinvio della riforma delle carceri.

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