Deciderà il gip Flavio Cusani. Il sostituto procuratore Assunta Tillo ha proposto l'archiviazione, la parte offesa si è opposta. E per questo è stato necessaria la fissazione di una camera di consiglio dinanzi al giudice, che dovrà stabilire se debba o meno proseguire, o disporre l'imputazione coatta, l'inchiesta a carico di due ginecologi del Rummo chiamati in causa per le lesioni colpose – la paresi dell'arto inferiore sinistro - che sarebbero state causate ad una paziente.
Si tratta di una 40enne di Benevento – è rappresentata dall'avvocato Cristiano Piacenti – che nel luglio del 2015 si era ricoverata in ospedale, in modo programmato, per un problema. Le erano state praticati alcuni esami diagnostici, poi era stata sottoposta ad un intervento chirurgico in anestesia subaracnoidea.
Era il 22 luglio di tre anni fa, sei giorni più tardi la donna aveva lasciato il Rummo con una lettera di dimissioni dalla quale aveva appreso della “paresi all'arto inferiore sinistro con instabilità del ginocchio per deficit del nervo femorale”. Nella stessa occasione le erano stati consigliati una terapia farmacologica ed un ciclo di riabilitazione. Una situazione che aveva indotto la malcapitata a presentare, ad ottobre, una denuncia, chiedendo di far luce sulla vicenda. Di qui il coinvolgimento dei due medici – sono difesi dagli avvocati Angelo Leone e Carmine Cavuoto – in un'indagine supportata anche da una consulenza affidata dal magistrato inquirente.
Le conclusioni del lavoro curato da uno specialista, ritenute evidentemente non sufficienti a sostenere l'accusa in un eventuale dibattimento, avevano spinto il Pm a chiedere di scrivere la parola fine sull'attività investigativa. Di tutt'altro avviso, come detto, la parte offesa che, convinta dell'esistenza di elementi di responsabilità a carico dei due professionisti, si è opposta. Questa mattina l'udienza, al termine della quale il dottore Cusani si è riservato la decisione.
Esp
