Non ho mai minacciato mia moglie, né ho mai pensato di farlo. Quella sera avevo bevuto, ero giù di morale per la notizia della morte di un mio amico, per questo mi sono chiuso in cucina. Assistito dall'avvocato Vincenzo Regardi, si è difeso così dinanzi al gip Flavio Cusani, sostenendo di non ricordare alcunchè di ciò che era accaduto successivamente, il 56enne di Benevento, impiegato delle Poste, finito in carcere, due giorni fa, per resistenza a pubblico ufficiale e minacce.
I carabinieri erano intervenuti in un appartamento al quartiere Mellusi, dove avevano bloccato non senza difficoltà, con la collaborazione degli agenti della Volante, l'uomo, sequestrando i due coltelli che avrebbe impugnato contro la coniuge; una circostanza che la donna avrebbe riferito ai militari, ma che la stessa ha escluso. Al termine dell'udienza di convalida, il giudice ha disposto il divieto di dimora a Benevento per l'indagato, per il quale il pm Assunta Tillo aveva chiesto i domiciliari.
