Carcere, si spera che riforma non sparisca da agenda politica

Oggi e domani astensione nazionale dalle udienze delle Camere penali

carcere si spera che riforma non sparisca da agenda politica
Benevento.  

L'astensione era stata proclamata lo scorso 23 febbraio, dopo il rinvio deciso dal Consiglio dei ministri sulla riforma penitenziaria. Una scelta – era stato detto all'epoca dall'Unione delle Camere penali italiane – che aveva fatto “prevalere timori in tema di consenso elettorale rispetto alla concreta realizzazione delle condivise scelte valoriali, ponendo evidentemente a rischio la effettiva realizzazione di una riforma fondamentale nell’ambito della esecuzione penale e dell’ordinamento penitenziario che ha creato grandi e giustificate aspettative di adeguamento del sistema ai principi costituzionali”.

Ora che le urne hanno restituito nuovi equilibri tra le forze politiche, e la sconfitta della maggioranza uscente, la speranza che la riforma del carcere, ritenuta assolutamente necessaria vista la crisi nella quale si dibatte il sistema, sempre più moltiplicatore di recidive, non sparisca dall'agenda delle forze che potrebbero assicurare il sostegno ad un nuovo governo. Il rischio c'è ed è concreto, nel frattempo restano le due giornate – oggi e domani 14 marzo – di blocco delle attività dei penalisti a livello nazionale. Uno sciopero che, ovviamente, ha interessato anche il circondario di Benevento, con l'inevitabile slittamento di udienze preliminare e processi.

L'obiettivo della protesta è, come è noto, “sollecitare il governo all’immediata approvazione del decreto, affinché si riprenda una politica riformatrice di attuazione dei principi della Costituzione e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel mirino “una politica che calpesta i diritti fondamentali dei detenuti, negando i principi propri della Costituzione e dei Trattati Internazionali da tempo sottoscritti dall’Italia, mentre i dati statistici ministeriali sulla recidiva dimostrano come l’effettiva applicazione delle misure alternative, piuttosto che la indistinta carcerizzazione, costituisce un effettivo incremento della sicurezza di tutti i cittadini”.

Esp