Botte a titolare tabaccheria: condannati padre e figlio

Assolto un terzo imputato per l'episodio a Ponticelli nel luglio 2013

Benevento.  

La Procura sosteneva che avrebbero agito per gelosia, perchè contrari alla relazione sentimentale tra la vittima e la loro figlia - sorella. Un'aggravante che, al pari delle altre, è stata però esclusa dal giudice Anita Polito, che ha condannato due persone per lesioni e ne ha assolto un'altra al termine del processo relativo ad un episodio accaduto il 6 luglio del 2013 in una tabaccheria del quartiere Ponticelli, del quale aveva fatto le spese il titolare.

In particolare, condanna ad 1 anno e 2 mesi – pena sospesa - per Germano Zarrillo, 55 anni, e ad 1 anno ed 8 mesi per il figlio Michele, 33 anni – sono stati difesi dagli avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo -, che sono stati invece assolti dalle altre accuse contestate (minaccia, violenza privata, molestia).

Assolto da ogni addebito, invece, Francesco Romano (avvocato Gerardo Giorgione), 32 anni, anch'egli di Benevento. Per i due Zarrillo il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili: il commerciante ed il padre, rappresentati dall'avvocato Nazzareno Fiorenza.

I tre imputati erano stati chiamati in causa, a vario titolo, per ciò che si era verificato quella mattina nel locale. Secondo gli inquirenti, Romano avrebbe fatto da palo, gli altri due sarebbero entrati nell'attività commerciale, dove Michele Zarrillo, servendosi di un tubo di ferro (di quelli dello scarico delle auto), avrebbe ripetutamente colpito il malcapitato che, finito sul pavimento, dove era stato bersagliato anche da calci, aveva riportato la frattura dell'ulna sinistra ed un trauma cranico.

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