Ero ubriaco, ma nel Museo non ho rubato alcunchè

Interrogato Ottaviano De Luca, arrestato per il furto ed il danneggiamento del 21 marzo

Benevento.  

Ha ammesso di aver pensato ad un furto, ma ha escluso di averlo commesso. Era ubriaco quando è entrato nel Museo del Sannio, ma senza forzare alcunchè perchè la porta antipanico era aperta, ha sostenuto. Aggiungendo di essere rimasto nei locali per un'oretta: un lasso di tempo nel corso del quale l'impianto di allarme non si sarebbe attivato.

E' stata questa la ricostruzione dei fatti fornita al gip Flavio Cusani da Ottaviano De Luca (avvocato Federico Paolucci), 38 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, arrestato qualche giorno fa – è ai domiciliari – nell'indagine condotta dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e dalla Squadra mobile sull'incursione nel Museo del Sannio dello scorso 21 marzo, conclusa con la sparizione di cinque vasi in ceramica smaltata del XVIII secolo, per un valore stimato in 10mila euro, ed il danneggiamento di undici reperti di interesse storico ed artistico risalenti al IV secolo avanti Cristo; dunque, di maggior pregio, con un danno certamente maggiore.

Due addebiti che De Luca ha respinto, spiegando di essere andato via a mani vuote e dopo aver smaltito la sbornia, perdendo, secondo gli inquirenti, il suo cellulare. Un telefono contenente anche alcuni messaggi whatsapp e foto scattate in precedenza, rinvenuto dagli investigatori durante il sopralluogo nell'istituto culturale, e che aveva rappresentato il punto di partenza dell'attività investigativa poi sfociata nell'ordinanza di custodia cautelare. Il 38enne aveva denunciato la mattina successiva – tardivamente, secondo il giudice - la scomparsa dell'apparecchio, che, a suo dire, sarebbe stato gettato all'interno della struttura da alcuni ragazzi.

Enorme il clamore suscitato dal raid, portato a termine nel cuore del centro storico. La scoperta era stata fatta solo nel pomeriggio, quando i dipendenti avevano ritrovato in frantumi, sul pavimento, gli undici reperti, peraltro incartati, abbandonati.

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