Lotta crimine transnazionale, intesa America Latina- Italia

Tra i coordinatori del Programma il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini

Benevento.  

Scambio delle informazioni e protocolli comuni per la lotta al crimine transnazionale. Sono alcuni dei punti cruciali del Programma tra America Latina ed Italia presentato a Buenos Aires dal Procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo Federico Cafiero de Raho. Il Programma, nato in risposta ad un'esigenza espressa dai paesi latinoamericani nel corso della riunione dei capi di stato Ue-Celac a giugno, ha una durata di cinque anni.

 Il coordinatore del pilastro penitenziario del Programma affidato all'Italia è il sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini, beneventano, dal 2014 distaccato a Roma come consigliere giuridico del Ministero degli affari esteri, intervenuto nel corso della conferenza di lancio, per la parte italiana, con il responsabile dell'Unita' tecnica dell'Iila, Giorgio Malfatti di Monte Tretto.

La finalità dell'iniziativa è contribuire a rafforzare lo stato di diritto e la sicurezza dei cittadini in America latina nel rispetto dei diritti umani. Si tratta, ha spiegato Cafiero De Raho in un'intervista rilasciata all'agenzia Nova, "di utilizzare norme e strumenti che non ledano le libertà individuali e democratiche". In questo senso, "le esperienze di paesi europei che hanno saputo combattere forme di antica criminalità organizzata come la mafia o il terrorismo interno e internazionale, senza ricorrere a leggi coercitive, sono fondamentali". Attenzione puntata sulla "tempestività" nello scambio di informazioni tra paesi – un elemento fondamentale - e sull'adozione di "un protocollo comune di aggressione dei patrimoni". Su quest'ultimo punto in Italia – ha proseguito - abbiamo la confisca penale e la confisca di prevenzione". Fattori di una strategia che, se supportata da una rapida condivisione delle informazioni in possesso, permette di illuminare i percorsi lungo i quali si muove il crimine transnazionale.