L'imputato non è comparso, c'erano invece sua moglie e la parte offesa. Gli sguardi si sono inevitabilmente incrociati, determinando qualche momento di tensione dialettica all'uscita dal Tribunale. C'hanno pensato i rispettivi legali a calmare gli animi, dandosi appuntamento al prossimo 17 maggio, quando il gup Loredana Camerlengo affiderà al professore Pietrantonio Ricci l'incarico di una perizia che valuti le condizioni psichiatriche di Paulo Francisco da Silva (avvocato Antonio Bruno Romano), un 38enne di origini brasiliane, residente a Benevento, che da otto mesi e mezzo è in carcere con le accuse di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona ai danni di Roberto Azzurro (nella foto), il 54enne artista napoletano (abita alle porte della città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri) che era stato ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto dello scorso anno. La perizia, sollecitata dalla difesa, è stata disposta nel giudizio abbreviato a carico di da Silva, che, secondo una consulenza curata dal dottore Ferdinando Melchiorre, è affetto da un disturbo della personalità border line con sottofondo psicotico.
Si tratta di una storia drammatica di cui ci siamo occupati ripetutamente, che è stata ricostruita attraverso l'attività investigativa del pm Francesca Saccone e dei carabinieri, e le dichiarazioni di Azzurro, secondo le quali Paulo lo avrebbe colpito, anche con una pietra, per aver rifiutato le sue avances. I due non si conoscevano, quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, l'avrebbe avvicinato e avrebbe avanzato le sue richieste. Il 53enne le aveva respinte, lui avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto, colpendolo alla testa, poi, con una pietra.
Paulo lo avrebbe inoltre costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione dell'allora 53enne, gravemente ferito. A quel punto, lo avrebbe lasciato nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso, e si sarebbe messo al volante della Matiz, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.
Sottoposto a fermo, Paulo era rimasto in silenzio dinanzi al gip Flavio Cusani, Da quel momento in poi, nessuna dichiarazione. Il suo legale avrebbe voluto un incidente probatorio con l'obiettivo di una perizia sulla natura e l'entità delle lesioni della vittima, ma ad ottobre lo stesso gip Cusani aveva detto no alla luce del tempo trascorso dal momento in cui si era verificato l'episodio.
Esp
